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Lo sversamento nel Bisenzio partiva dall’ex fabbrica Forti

Lo sversamento nel Bisenzio partiva dall’ex fabbrica Forti

VAIANO. Lo sversamento di olio combustile nel Bisenzio, all'altezza della Briglia, parte dall'ex fabbrica Forti. Dopo numerosi accertamenti, cui hanno collaborato anche Edilcoop e Abitcoop, le due...

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VAIANO. Lo sversamento di olio combustile nel Bisenzio, all'altezza della Briglia, parte dall'ex fabbrica Forti. Dopo numerosi accertamenti, cui hanno collaborato anche Edilcoop e Abitcoop, le due cooperative che gestiscono il piano di recupero, è stata trovata la causa del problema che per alcune settimane ha interessato il fiume.

Il sindaco ieri mattina ha firmato un’ordinanza alle due cooperative perché provvedano a mettere in sicurezza la zona da cui fuoriesce il materiale. Come annunciato dall'assessore all'ambiente Elisabetta Ciolini, ai responsabili verrà anche imputato l'intero costo delle operazioni per aspirare dal Bisenzio l'olio combustibile. «Avevamo avuto il sospetto che la perdita venisse dall' ex fabbrica - spiega Ciolini - per questo da giorni abbiamo chiuso il gorino evitando fuoriuscite di materiale». Sempre ieri mattina il sindaco ha convocato una riunione con i presidenti delle due cooperative e i tecnici del Comune per cercare di trovare una soluzione anche al degrado in cui versa l'area dell' ex fabbrica Forti. «Siamo riusciti ad ottenere una buona mediazione - spiega Annalisa Marchi - abbiamo chiesto di iniziare la demolizione dell'ex fabbrica in modo da agevolare le operazioni della bonifica ambientale, visto che la zona interessata è sottoterra, e contemporaneamente evitare di presidiare aree dismesse di difficile controllo. In parallelo stiamo valutando e programmando la variante richiesta dai proprietari». Le cooperative avevano chiesto di mutare alcune aree a uso commerciale in residenziale. «I tempi - ha sottolineato Franco Papini presidente di Abitcop - necessari per appaltare i lavori di demolizione sono veklci, contemporaneamente bonificheremo la zona entrando dal retro della fabbrica, per non intaccare la parte vecchia che deve essere conservata».

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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