Il Tirreno

Prato

Cementizia, chiesto il permesso di costruire

di Cristina Orsini
Cementizia, chiesto il permesso di costruire

La società Valore procede nell’iter, il 2 maggio fissata la conferenza di servizio Il progetto prevede due edifici residenziali e il recupero dei manufatti storici

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PRATO. La società Valore ha presentato in questi mesi il permesso edilizio per realizzare la nuova cementizia alla Macine. Il Comune ha fissato per il 2 maggio prossimo la conferenza di servizio con Publiacqua, Enel e Consiag Reti per la concessione del permesso di costruire, il documento che precede la concessione edilizia e l’apertura del cantiere.

E’ ancora presto per affermare che la riqualificazione della vecchia cementizia Marchino, arrampicata sulla Calvana, stia per prendere il volo. Ma qualcosa, di sicuro, si sta muovendo. La società di Giovanni Valentini, infatti, sta procedendo nell’iter, presso il servizio Edilizia e attività economiche, retto dall’architetto Riccardo Pecorario, per acquisire l’ultimo ok necessario all’intervento.

A livello urbanistico l’iter è stato completato da tempo, con i passaggi in commissione, in consiglio e una modifica in corso d’opera che ha creato non poche polemiche tra i residenti della Macine e di via Firenze che un paio di anni fa si sono anche costituiti in comitato.

Cosa prevede il progetto di riqualificazione della Cementizia? Una quota di nuova edificazione, il recupero di tutti i manufatti di archeologia industriale e l’uso a terziario di questi ultimi. Senza però spazi da destinare all’utilizzo pubblico - sale comuni, un auditorium - che invece il primo progetto prevedeva. In particolare, arretrato rispetto al fronte strada e spostato di fianco, nascerà il nuovo complesso residenziale composto da due edifici collocati ad “elle”, alti quattro piani e che conterrà una quarantina di appartamenti (in precedenza gli immobili erano due ma proprio su via Firenze, alti sette piani, talmente tanto da impedire a visuale della parte storica), il complesso residenziale sarà corredato da un centinaio di parcheggi. Per quanto concerne gli edifici storici, verranno tutti recuperati e nessuno abbattuto: il forno Marchino sarà destinato a servizi e suddiviso in sei piani, negli altri forni nasceranno invece un albergo, un ristorante, un piccolo centro congressi.

Secondo il comitato che all’epoca (2010) organizzò anche alcune assemblee pubbliche, il nuovo progetto è carente sull’uso del verde di pertinenza dei condomini perché collocato troppo in alto e non attrezzabile e nel numero di parcheggi giudicato sottostimato rispetto alle necessità.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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