Il dolore
A rischio 35 posti per i portalettere Sindacati in allarme
Molinaro (Cisl): «La situazione è critica perché già oggi la copertura delle zone viene fatta con personale precario»
PRATO. Se una volta il postino suonava due volte, ora si profila il rischio di vederlo passare più di rado. C'era una volta il lavoro sicuro a Poste Italiane. Prima dell'era delle esternalizzazioni dei postini. In tempi di tagli, i primi a rimetterci solo loro. Quelli che, piove o non piove, freddo o non freddo, fanno lo slalom tra le auto in coda, in bicicletta o in scooter, per imbucare una lettera o una raccomandata.
Per l'organico dei 148 portalettere in servizio a Prato (esternalizzati attraverso l'agenzia di recapito Transystem) si preparano le forbici: il piano di razionalizzazione di Poste Italiane previsto per cinque regioni (tra cui la Toscana) prevede di mandare a casa 35 postini entro il 2012.
Ufficialmente, si parla di 35 zone di recapito eliminate dalla cartina di Prato e provincia. Tradotto: 35 esuberi, nella previsione di portare l'organico dei portalettere a 113 unità. La segreteria provinciale di Cisl Poste guidata da Fabio Molinaro, sulla scorta dei vertici regionali, grida allo scandalo anche perché l'ultima ristrutturazione risale solo a due anni fa, quando fu eliminato il sabato dai turni dei portalettere. «Ma allora non ci furono licenziamenti. A Prato la situazione è delicata: la copertura delle attuali 148 zone viene fatta anche il personale della scorta, assunto a tempo determinato, che sostituisce i portalettere titolari in pianta stabile. Con l'operazione annunciata da Poste Italiane, dubito che i contratti a termine scaduti potranno essere rinnovati. Senza contare che, venendo a diminuire le zone assegnate ai postini, se ne dovrà rivedere la mappa dilatando il loro raggio di lavoro. Ne potrebbe risentire la qualità del servizio in città». Di fronte a questo caos, il sindacato non intende rimanere alla finestra ma è pronto a mobilitarsi. «Questo taglio - riprende Molinaro - non è tollerabile in relazione all'entità del territorio pratese. Rispetto a questa riduzione, così come è stata calata dall'alto e già contrastata a livello centrale, non è accettabile una discussione su 35 tagli». Se Prato piange, il resto della Toscana non sorride certo visto che entro il 2012 la scure si abbatterà complessivamente su 474 postini. La razionalizzazione colpirà prima i contratti a tempo determinato, per poi toccare i fissi. Preoccupati anche in casa Slc-Cgil, dove il rappresentante pratese Leandro Innocenti lamenta «una situazione cronica di sotto organico sul territorio». E i disagi in vista, prima per i lavoratori che per i cittadini, sono stati oggetto di un'interrogazione che il parlamentare Fabio Evangelisti (segretario regionale dell'Idv) ha depositato ieri mattina a Montecitorio.
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