Il Tirreno

Prato

Vernio, Pdl diviso al voto

L’opposizione si spacca su Farmacom e sui Marò

2 MINUTI DI LETTURA





VERNIO. Un consiglio comunale sui generis quello di giovedì sera; da una parte viene discussa una mozione bipartisan sulla sicurezza, dall’altra l’opposizione si spacca sull’ ingresso del Comune di Carmignano in Farmacom e sulla firma di una mozione a sostegno dei Marò imprigionati in India. L’atmosfera si è subito scaldata, quando il sindaco Cecconi ha voluto inserire nell’ordine del giorno il punto aggiuntivo: azienda Farmacom, ingresso del comune di Carmignano, modifiche statutarie e revisione quote di partecipazione. Provvedimento, che non era previsto nella convocazione del consiglio comunale. La capogruppo del Pdl Erica Mazzetti si è subito opposta, in quanto il regolamento stabilisce che se si aggiunge un nuovo punto all’ ordine del giorno quando il consiglio è già stato convocato, il sindaco deve darne comunicazioni ai capogruppo. Mazzetti ha fatto notare che, ancora una volta, la comunicazione è arrivata alla maggioranza, ma non all’ opposizione, quindi ha proposto di aggiornare il consiglio a sabato. L’idea non è stata condivisa dal compagno di partito Marco Curcio che l’ha definita: «Politicamente scorretta nei confronti dei cittadini di Vernio che si sarebbero dovuti sobbarcare il costo di ulteriori 500 euro di gettoni di presenza». Lo stesso Curcio, pur criticando l’operato del segretario e del sindaco, ha proposto e ottenuto una sospensione di dieci minuti del consiglio per una breve riunione fra Cecconi, Morganti (capogruppo Pd) e Mazzetti. Messa una pezza al primo intoppo, si è subito aperta una falla nella votazione dell’ ingresso di Carmignano in Farmacom; Mazzetti e Angelica altro consigliere dell’opposizione, si sono astenuti mentre Curcio, si schiera a fianco della maggioranza reputando che l’ingresso del Comune mediceo è un vantaggio economico anche per quello di Vernio.

I dissensi fra la minoranza continuano anche dopo il consiglio comunale.

Curcio e Mazzetti firmano una mozione in favore della liberazione dei Marò, Angelica non appoggia la scelta dei compagni di partito. «Non capisco - spiega Curcio - le motivazioni che portano Angelica a non firmare questa mozione che è largamente condivisa da tutto il Pdl, Angelica inoltre è un esponente delle forze armate e questo mi porta a pensare che il suo rifiuto sia soltanto uno strascico congressuale. Anche questo episodio è la dimostrazione che nel partito si guarda più a chi dice le coseche a cosa si dice. Un approccio inaccettabile, soprattutto se viene da chi ha vinto il congresso e dovrebbe lavorare per coordinare tutto il partito».

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze