Sicurezza
Tribunale, l’allarme del sindacato
Iorio (Cgil): «Non è una provocazione, rischiamo davvero l’accorpamento con Firenze se non arrivano finanziamenti»
PRATO. «A quando la chiusura degli Uffici giudiziari di Prato?». Se lo chiede Giovanni Iorio, segretario della Funzione pubblica Cgil di Prato, riprendendo alcune considerazioni fatte in tempi recenti dal presidente del Tribunale, Francesco Antonio Genovese. Ma se quella del presidente era apparsa più che altro una provocazione per convincere il Ministero della Giustizia a occuparsi una buona volta delle difficoltà in cui si dibatte il Palazzo di giustizia pratese, l’allarme lanciato dal sindacato non vuole essere una semplice provocazione, ma un’amara constatazione.
«Ormai appare davvero prossima ed inevitabile la chiusura degli uffici del Palazzo di giustizia di Prato - scrive Iorio - Sembra arrivata al capolinea la storia del Tribunale e della Procura ormai debilitati da uno stillicidio che dura da almeno una decina di anni e che sta ormai volgendo al termine, portando a compimento ciò che era evidentemente un obbiettivo politico programmato con cura e fredda determinazione».
«Dall’inizio dell’anno sono andati in pensione sei dipendenti in Tribunale tra funzionari, cancellieri, assistenti ed operatori giudiziari, e nessuno è stato sostituito - spiega il segretario della Funzione pubblica Cgil - Di 64 dipendenti amministrativi previsti, (dopo numerosi tagli alle piante organiche) ce ne sono effettivamente 48, e molti ultra-cinquantenni e con problemi di salute. Non ci si meravigli poi se si trovano gli uffici di cancelleria chiusi, se vi sono ritardi negli adempimenti amministrativi, se i cittadini e gli utenti non ricevono le risposte che si aspettano (e di cui avrebbero diritto) in tempi ragionevoli».
«Inoltre - aggiunge Iorio - appaiono velleitarie ed improbabili le sfide sulla sicurezza e le lotte (per lo più mediatiche) per la legalità. Quando una Procura della Repubblica come quella di Prato ha un organico di personale amministrativo ridicolo ed inconsistente (previste 28 unità, presenti di fatto solo 20) ogni proclama contro la criminalità (di qualsiasi colore e specie) appare per nulla credibile e comunque irrealizzabile in concreto. Sono anni ed anni che denunciamo questo triste primato sulla Giustizia. Molte parole nel tempo, fatti pochi, anzi nessuno. Una sola domanda: a chi intestare, domani, il merito di aver chiuso finalmente gli uffici giudiziari a Prato?».
«La nostra non è assolutamente una provocazione - ribadisce il sindacalista - Qui si rischia davvero che il Tribunale venga accorpato con quello di Firenze, e sarebbe un danno irreparabile per la città, che ha sempre più bisogno di giustizia. Di fronte a questi numeri, tutti i discorsi sulla sicurezza rimangono quello che sono, cioè discorsi».
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