Italia
«Milone fa controlli sterili»
La Cgil ribatte all’assessore: «Coi blitz non ci sono risultati veri»
PRATO. «Abbiamo proposto all’ex ministro Maroni una serie di interventi come la responsabilità in solido del committente e di quella del locatorario di immobili, la necessità di offrire una chance a chi, clandestino, collabora per rendere evidenti le situazioni di irregolarità. Ma Maroni dopo il primo incontro non ci ha più convocati».
La Cgil va giù dura con l’assessore comunale Aldo Milone che «con l'arroganza che gli è consueta (e di cui peraltro si fa vanto) tira in causa la Cgil di Prato sul “problema” cinesi, prendendo a pretesto la dichiarazione di Susanna Camusso» senza invece pensare ai risultati di ciò che fa lui.
«La Cgil - fa sapere in una nota - si è sempre preoccupata di difendere gli "sfruttati", preoccupandosi di costruire le condizioni minime, che rendano possibile la condizione del diritto. E recentemente l'assessore regionale Nencini ha convocato una riunione a Prato, nella quale proprio il segretario della Cgil di Prato, convenendo con l'assessore stesso, ha difeso l'idea di un'azione che, oltre alle attività volte all'integrazione della comunità in questione, procedesse risolutamente nell'opera di lotta contro l'illegalità economica».
«Vorremmo però sapere -va giù dritta la Cgil pratese - cosa pensa sull'argomento il Comune di Prato, perché entrare, capannone per capannone a controllare l'illegalità è cosa legittima e utile, ma senza misure che operino in positivo resta un'azione sterile; di fatto, non essendovi possibilità di rimpatrio, i clandestini abbandonati a se stessi rimangono sul nostro territorio, sfruttati al di fuori di ogni regola e così contribuendo a quell'economia illegale che si vorrebbe combattere. Per questo, come Cgil, insistiamo sulla necessità di un progetto complessivo a lungo termine che metta insieme lotta all'illegalità e integrazione».
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