Toscana
Il Museo della Deportazione festeggia i dieci anni di vita
Il 25 aprile si svolgeranno visite guidate e proiezioni. Nel pomeriggio anche un concerto intitolato “Mille voci cantavano libertà” con Lisetta Luchini, Luca Di Volo ed Eleonora Tancredi
PRATO. Vicende eccezionali che rischiano di diventare normali nel momento in cui si superano certi limiti, passati i quali ogni barbarie diventa possibile: questo è ciò che occorre ricordare, ed è il lavoro che svolge il Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline di Prato nelle parole del presidente Marco Romagnoli. Fondato nell'aprile del 2002, raggiunge quest'anno i dieci anni di attività e li festeggia il 25 aprile, festa della Liberazione: «Dalle 15 in poi, svolgeremo visite guidate gratuite al museo e proiezioni nella sala video - spiega la direttrice del museo Camilla Brunelli - alle 17 interverranno il presidente della Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza, Marco Romagnoli e i rappresentanti delle istituzioni, e alle 17,30 inizierà il concerto Mille voci cantavano libertà, con Lisetta Luchini, Luca Di Volo ed Eleonora Tancredi; saranno con noi anche i protagonisti di allora, i testimoni».
«E' un compleanno fondamentale - dice il presidente dell'Anpi pratese Ennio Saccenti - che spinge a non dimenticare mai quello che è successo». «Credo che il giorno dell'inaugurazione del museo sia stato per Roberto Castellani, uno dei fondatori e tra i sopravvissuti ai campi di sterminio, il più bello della sua vita - ricorda la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - non è solo il luogo della memoria, ma presidio di democrazia e civiltà sul territorio». Dal 2007, anno in cui il museo è diventato Fondazione, i suoi compiti sono aumentati: «La Regione Toscana ci ha affidato il compito di organizzare i Treni della memoria, che partono per Auschwitz ogni due anni portandovi centinaia di studenti - spiega il presidente della Fondazione Marco Romagnoli - e la provincia di Firenze ha chiesto di diventare socia della Fondazione.
Negli anni in cui il Treno della memoria non parte abbiamo il compito di organizzare altri eventi: quest'anno la mostra per commemorare la cattura di Eichmann, ideatore della soluzione finale e dei trasporti per i campi di sterminio». Non un compleanno, quindi, ma «una commozione che affonda nella storia - dice il presidente dell'Aned Prato Giancarlo Biagini - la conoscenza delle nuove generazioni è una necessità perchè niente di tutto si ripeta». Un' iniziativa intrapresa dal Comune di Prato sarà l'installazione a opera di un artista tedesco di Pietre D'Inciampo: «Sono pietre d'inciampo in ottone che verranno poste in ogni luogo da cui è partito un convoglio di deportati - spiega il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Bettazzi - persone che non sono più tornate a casa».
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