Sicurezza
Braccio di ferro tra la Misericordia e i pirati informatici
PRATO. Gli hacker hanno ottenuto quello che volevano. Minacciavano pesanti “ritorsioni informatiche” se il provveditore della Misericordia, Enrico Benelli, non avesse ritirato la denuncia che ha...
PRATO. Gli hacker hanno ottenuto quello che volevano. Minacciavano pesanti “ritorsioni informatiche” se il provveditore della Misericordia, Enrico Benelli, non avesse ritirato la denuncia che ha presentato alla polizia postale contro i “pirati” che domenica sera hanno fatto un’incursione nel sito www.misericordia.prato.it e ieri il sito è stato temporaneamente chiuso.
Chi prova a collegarsi trova una pagina bianca e un avviso in cui si informa che il sito è off line e ci si scusa per il disagio.
Non si poteva fare diversamente, anche per consentire alla polizia postale di fare le sue indagini ed evitare nuove incursioni, ma lo scopo è stato comunque raggiunto: oscurare il sito dell’Arciconfraternita.
Il braccio di ferro tra i pirati informatici e l’associazione di volontariato, come detto, è iniziato domenica, quando nella sezione news sono apparse frasi ingiuriose e perfino bestemmie.
Una situazione intollerabile, che ha costretto il provveditore a far intervenire i tecnici per cancellare le ingiurie e modificare la pagina. Molti soci avevano già cominciato a chiamare il centralino per segnalare l’anomalia.
Sembrava finita lì, ma evidentemente gli hacker, per chissà quale motivo, se la sono legata al dito. In particolare non hanno gradito la denuncia contro ignoti che lo stesso provveditore ha sporto alla polizia postale. E così mercoledì sono tornati all’attacco facendo comparire nella sezione photo gallery un paio di immagini con un messaggio in cui si chiede a Benelli di ritirare la denuncia per evitare altre spiacevoli conseguenze. Ovviamente Benelli non poteva fare un passo indietro.
I pirati non si sono limitati a minacciare la Misericordia, ma hanno promesso che presto attaccheranno anche i siti vicini a quello dell’associazione di volontariato, per esempio quello del Comune.
«Noi non offendiamo la chiesa, che questo sia chiaro» hanno scritto gli hacker, sotto a una foto che dovrebbe essere il loro simbolo: un’immagine dell’Italia tagliata in due da un teschio e due spade incrociate. Ora tutto è in mano agli esperti della polizia postale, che stanno tentando di rintracciare il server da cui è partito l’attacco e magari di evitare un attacco simile al sito del Comune
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