Il Tirreno

Prato

Bambina contesa, condannato il padre

Bambina contesa, condannato il padre

Un pachistano sposa un’italiana e tiene la figlia 4 anni nel suo paese contro il volere della donna

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La burrascosa storia tra il marito pachistano e la moglie italiana è finita in Tribunale con la condanna del primo per sottrazione di minore e una famiglia che non sta più in piedi. In mezzo, una bambina di sette anni che ha vissuto metà della sua vita in Pakistan e l’altra metà in Italia, sballottata tra due genitori che non riescono a mettersi d’accordo.

L’unica certezza, arrivata ieri al termine dell’udienza davanti al giudice monocratico Nicotra, è che il marito, difeso dall’avvocato Francesca Batacchi, è stato condannato a un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena. L’uomo è stato ritenuto colpevole di sottrazione di persona incapace e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Dietro al gergo giuridico c’è la storia di un matrimonio finora poco riuscito, dal quale nel 2005 è nata una bambina. Quasi subito, nel 2006, il padre pachistano la porta nel suo paese insieme alla madre italiana, col consenso di quest’ultima. La donna però dopo qualche tempo cambia idea e torna in Italia. Vorrebbe che anche la figlia la raggiungesse, ma il marito non la pensa alla stessa maniera. La bambina ha già cominciato ad andare all’asilo e lui non la vorrebbe di nuovo staccare dal suo ambiente per riportarla nel nostro paese.

Le posizioni si irrigidiscono, la madre insiste, ma il marito proprio non ne vuole sapere. E così la donna si rivolge al Tribunale e ottiene un’ordinanza del giudice che ingiunge al padre pachistano di riportare indietro la bambina. L’uomo non ubbidisce (di qui l’accusa di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice) e solo nel 2010 tornerà in Italia insieme alla figlia.

Marito e moglie fanno la pace, tornano a vivere insieme, ma ormai la denuncia è partita e la giustizia fa il suo corso.

Ieri mattina un nuovo colpo di scena. La moglie italiana avrebbe potuto ritirare la sua querela e sembrava pronta a farlo, ma quando gliel’hanno chiesto si è inalberata e ha dato del bugiardo al marito, col quale sembrava fosse andata d’accordo fino agli ultimi tempi. Nessun passo indietro, dunque. Al pubblico ministero Benigni non è rimasto che chiedere la condanna per il marito pachistano. Il giudice lo ha condannato per due dei quattro capi d’imputazione, contenendo la pena in un anno di reclusione con la sospensione condizionale.

Fin qui la vicenda giudiziaria, in attesa dell’appello. Ma la giustizia non potrà fare molto per dare una vita serena alla figlia contesa. Per quello sarà fondamentale che i due coniugi ritrovino un po’ di armonia, o quantomeno un po’ di buonsenso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web