Il Tirreno

Prato

Sasch, scatta la guerra dei cappotti

di Ilenia Reali
Sasch, scatta la guerra dei cappotti

Centinaia “bloccati” dentro il magazzino e molti costretti a tornare a casa. Incassati quasi 100.000 euro in un giorno

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PRATO. Una giornata che molti racconteranno per parecchio tempo. I dipendenti dell’Istituto di vendite giudiziarie, gli ex lavoratori della Sasch, i carabinieri, i poliziotti, i giornalisti e soprattutto tutti coloro che sono arrivati in via Einstein per fare affari acquistando i capi di abbigliamento ultra scontati e poi sono rimasti in fila 4-5 ore. Alla fine quando le casse hanno chiuso erano stati incassati quasi 100.000 euro. Alla Sasch, ieri, nella prima giornata di apertura della svendita fallimentare è scattata la guerra del cappotto: in centinaia sono arrivati ieri mattina per non perdere l’occasione di acquistare abiti di vario tipo a partire da 5 euro (un euro gli accessori).Alla fine per quei piumini pagati 15 euro gli appassionati di shopping si sono fatti auto-prigionieri: le casse non sono riuscite a smaltire tutto il lavoro e a partire dalle 13 si è formata una fila enorme. Un muro umano che era ancora lì alle 17. E pensare che già da dopo le 15 erano stati bloccati i nuovi ingressi.Proteste a non finire come se la cosa più semplice - visto che ovviamente qualcosa non aveva funzionato - non fosse stata quella di lasciare tutto lì e tornare a casa.

Il clou del caos è stato raggiunto intorno alle 16,30. Aniello Greco era in fila con le figlie. «Sono qui in fila dalle 12,15 e ancora del nostro turno non se ne parla. Le mie figlie si sono rifatte l’armadio», commentava. Rosangela Iraci era stata invecela prima ad arrivare. Alle 9 in punto era già davanti al portone d’ingresso e a metà pomeriggio ancora doveva pagare un sacco di cose. «Vale la pena perché con pochi euro - raccontava - ho acquistato tutto quello che mi serve per l’inverno».Proprio come Carlo Risaliti che era sereno e orgoglioso dei suoi acquisti: due cappotti, due giacche, 7 maglioni, 6 magliette, tre paia di pantaloni, 1 borsa, due portafogli. Totale 195 euro. «Avevo letto su internet che ci sarebbe stata tanta roba ma mi aspettavo più organizzazione».Proprio come Paola Novembri di Santa Croce sull’Arno che in fila da ore ricordava come tutti i presenti «avessero anche saltato il pranzo». Un clima da stadio, con malori e carabinieri arrivati da tutti i comuni dell’area fiorentina pronti a intervenire in caso di baruffe.Tra gli acquirenti la mattina c’erano anche alcuni dipendenti Sasch nonostante martedì ci fosse stata una vendita straordinaria di prova proprio per loro. «E’ roba che conosco bene - ha commentato Rossella Lichi, ex commessa di Empoli - e devo dire che dell’ultima collezione ho visto poche cose. E’ però vero che c’è molta roba della linea basica e il prezzo è vantaggioso specialmente per chi come me a ragazzi giovani».E infatti i giovani erano i più presenti insieme a qualche commerciante che ha pensato bene di riempire il proprio negozio. «Sono di Livorno - ha commentato uno di loro - e con questi abiti da uomo che ho comprato a 15 euro l’uno ci guadagno un sacco di soldi: li rivenderò a 100 euro l’uno».

Altro servizio a pag.22

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