Finanza
Le anime tormentate di Dostoevskij
PRATO. Fino a domenica al Metastasio continuano le repliche de "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij. Oltre dieci recite in cartellone per presentare alla città la nuova coproduzione firmata dallo...
PRATO. Fino a domenica al Metastasio continuano le repliche de "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij. Oltre dieci recite in cartellone per presentare alla città la nuova coproduzione firmata dallo Stabile della Toscana e da quello di Sardegna, con la regia di Guido De Ponticelli (info: 0574 608501). Uno spettacolo impegnativo, debitore del romanzo nelle lunghe sequenze narrative e in una scenografia essenziale, che sembra incorniciare la storia in una litografia di fine Ottocento.
L'intento del regista è chiaro: egli vuole offrire una rivisitazione fedele del romanzo, soffermarsi sugli interrogativi spirituali dei personaggi, portare in scena il dramma, affidarlo ai dialoghi più che alla fisicità. Una scelta che un po' affatica il pubblico ( sono quasi tre ore di narrazione), ma che gli attori riescono a difendere fino alla fine, con una prova impeccabile d'immedesimazione e caratterizzazione. Non facile per gli interpreti sfidare i lussuriosi moschettieri Karamazov e i personaggi sofferenti che li circondano: uomini e donne di poca fede, ma pur sempre portatori di una croce; anime tormentate e condannate ad esserlo.
Lo spettacolo è nelle parole. Il sipario si alza e il peso del dramma è già palpabile nella conversazione: "Dio c'è o non c'è?" chiede subito il padre Fëdor- interpretato da un convincente Mauro Malinverno, buffone, strafottente, bugiardo e dissoluto, un padre tutt'altro che esemplare, con il vizio del cognac e delle belle donne, in eterna competizione con il figlio Dimitrij e con se stesso. Ma è ad Alëša (Francesco Borchi) che tocca il peso più angosciante: sulla scena e nell'intreccio il personaggio è uno spettatore complice della situazione, un illuminato anche lui tormentato dalla figura deviante e deviata di Lise, interpretata dalla brava Silvia Piovan, incatenata per tutto il tempo in un girello dai movimenti schizofrenici. Gli altri attori non sono da meno: Corrado Giannetti nei panni del serafico Ivàn; Fabio Mascagni ( il ruolo di Dimitrij nei suoi baffi sottili gli sta a pennello); la sempre incisiva Elisa Cecilia Langone (Katerina) in compagnia di Valentina Banci, indiscussa protagonista del secondo atto nei panni della bella usuraia Grusenka.
Miriam Monteleone
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