Toscana
Il nuovo segretario crea un’altra spaccatura
PRATO. Per Claudio Morganti è stata una vittoria e fin qui il discorso è pacifico. Domenica con l'elezione di Matteo Santini a segretario provinciale ha confermato, una volta di più, la sua...
PRATO. Per Claudio Morganti è stata una vittoria e fin qui il discorso è pacifico. Domenica con l'elezione di Matteo Santini a segretario provinciale ha confermato, una volta di più, la sua leadership sulla Lega Nord in una città che una volta di più si conferma la sua roccaforte. Passato qualche giorno dal congresso, però, lo scenario è molto meno placido di quanto potrebbe apparire dal risultato. Anzi, proprio nel verdetto del congresso è emerso un campanello d'allarme: su 30 votanti ben 14 militanti con diritto di voto a Prato hanno scelto la scheda bianca o nulla. Il candidato unitario, in buona sostanza, ha unificato meno del dovuto il movimento.
La parte che fa riferimento all'unico consigliere rimasto fedele in Comune alla Lega Nord, Leonardo Soldi, aveva investito su un altro candidato Carlo Alberto Bianchi di posizioni più pragmatiche e aperto ad un maggior dialogo con la comunità cinese. Anche lui sulla carta fedele a Morganti, ma non abbastanza visto che l'europarlamentare ha preferito alla fine puntare sul consigliere provinciale Santini costringendo di fatto Bianchi al ritiro.
Dalle parti di Soldi non ci sono dichiarazioni a commento, ma non è un mistero che abbia vissuto il colpo a sorpresa come un atto di sfiducia di Morganti verso la base pratese. Tanto che Soldi e i sostenitori della candidatura di Bianchi adesso stanno pensando di prendere le distanze dall'eurodeputato anche in chiave regionale.
Si potrebbe parlare a pieno titolo del prezzo della vittoria, ma Morganti per niente intimorito dalla stizza che serpeggia nella Lega pratese, si proietta verso la ricandidatura alla segreteria regionale: «Metto fin da ora a disposizione la mia candidatura per il congresso d'autunno, fermo restando la possibilità all'interno del movimento di trovare una figura unitaria da qui a qualche mese. Sul resto non credo che si possa parlare nuovamente di una spaccatura. Come tutti i partiti anche da noi si discute e ci si confronta poi sappiamo trovare l'unità. Il mio sostegno è andato a Santini perché il suo programma rispecchiava meglio un'impostazione di contrasto all'illegalità cinese, invece Bianchi aveva aperto all'integrazione. Oltre a questo non vedo distanze, in quanto qualunque segretario provinciale a Prato mi sosterrebbe. Diciamo che con Santini sono al sicuro». Ma la sua analisi si completa anche con una frase, che in filigrana appare un avvertimento: «Non vedo una spaccatura soprattutto perché quando è stata fatta da Tosoni e Paradiso, sono usciti appena 4-5 militanti».
Carlandrea Poli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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