Il dolore
Un futuro con la scuola di modellistica
Grazie alle formazione garantita da insegnanti esperti è possibile per i giovani trovare occupazione nelle confezioni
PRATO. Con i suoi circa duecento studenti che ogni anno frequentano le scuole di moda del territorio, Prato è un bacino di potenzialità enorme sul fronte delle figure tecniche, di cui confezioni d'abbigliamento e aziende di moda lamentano scarsità. «Esistono realtà consolidate all'interno delle quali si può entrare in contatto con sapienze e know-how di alto livello, tramandati di generazione in generazione e difficilmente equiparabili a qualunque altra nuova iniziativa», afferma Sonia Staccioli, in società con Cristina Dellabella nella scuola di moda "Loretta Oltremari" fondata quasi settant'anni fa da sua madre. «A operare sul territorio in questo settore siamo tre scuole in tutto, le uniche ad essere accreditate dalla Regione al rilascio di qualifiche professionali di sarte e modelliste - continua - nessuno di noi si è improvvisato dall'oggi al domani, veniamo tutte da una lunga esperienza che trova riscontro sui risultati dell'indagine sull'occupazione».
L'invito di Sonia Staccioli, anche a nome delle altre scuole, è rivolto alle confezioni di abbigliamento che lamentano la mancanza di profili tecnici tra i giovani e si dicono costrette a dover far riferimento a professionisti in pensione. «Non mi risulta che le aziende di moda assumano pensionati - afferma - si stima, infatti, in circa l'80 per cento il numero di coloro che trova un impiego dopo aver conseguito una qualifica professionale. Semmai, il problema è un altro: dopo la scuola ci vorrebbe un periodo di apprendistato che molti imprenditori non sono più disposti a concedere in termini di risorse e tempo, perciò preferiscono rivolgersi a persone esperte, ma profili tecnici tra i giovani non mancano».
A questo proposito Confartgianato Imprese Prato, tramite la voce del responsabile della formazione, invita le aziende di moda e le istituzioni a valutare l'offerta formativa che il territorio è capace di esprimere prima di prendere in considerazione proposte diverse. «Va bene la formazione di certe figure manageriali per l'innalzamento delle capacità del distretto: il recupero di visibilità in termini progettuali e di governo in termini commerciali - premette il responsabile di area per l'associazione Marco Fabozzi - ma per quanto riguarda la modellistica del capo di abbigliamento, sul territorio ci sono realtà consolidate e all'avanguardia che operano da tempo nel settore, con successo. Altre iniziative, ultimamente sono state proposte anche dalle agenzie formative delle associazioni artigiane, dalle quali stanno uscendo giovani con qualifiche riconosciute a livello regionale sulla sartoria e modellistica di abbigliamento. Dunque, a mio avviso conviene fare una ricognizione seria sulle risorse presenti e individuare sul territorio provinciale su quali di queste puntare prima di ricorrere a risorse esterne».
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