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Taiti: «Basti con le liti politiche sulle nomine delle associazioni»

Taiti: «Basti con le liti politiche sulle nomine delle associazioni»

PRATO. Nomine Cgfs, è il presidente del Coni Massimo Taiti, in una lettera inviata ieri a tutti i sindaci di Prato e dell’hinterland, a dire che di ritardi proprio non se ne può più. «Il comitato...

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PRATO. Nomine Cgfs, è il presidente del Coni Massimo Taiti, in una lettera inviata ieri a tutti i sindaci di Prato e dell’hinterland, a dire che di ritardi proprio non se ne può più. «Il comitato provinciale Coni - scrive - esprime forte delusione perché le volontà partitiche e le contrapposizioni politico-amministrative non consentono una soluzione rapida e condivisa». Più chiaro di così. E in effetti - nonostante i vertici dell’ associazione e della fondazione siano scaduti in novembre (Fulvia Bendotti era presidente di entrambe), le nuove nomine non arriveranno prima di qualche settimana: «Ma certamente - spiega l’assessore comunale allo Sport Matteo Grazzini - entro aprile».

Sono mesi che il centrodestra e il centrosinistra su Crida e Cgfs fanno muro: per il Centro di formazione giovanile le nomine passano da un’assemblea nei quali siedono tutti i Comuni. E Prato, centrodestra, non ha la maggioranza. Ma il comune capoluogo è proprietario del 90% degli impianti e degli iscritti. Il Comune di Prato rivendica - come per latro è sempre stato - il diritto di scegliere il nuovo presidente. Gli altri Comuni storcono il naso. Candidato del centro destra il consigliere provinciale Matteo Cocci. Candidato del centrosinistra Massimiliano Martini, giornalista sportivo. Queste sono le sabbie mobili. Con un punto di equilibrio faticosamente trovato - in una riunione tra pochi di qualche giorno fa - ma ancora fragile: la nomina del presidente Crida - tra l’altro si tratta di un incarico retribuito al contrario della presidenza Cgfs - sicuramente in capo al Comune, l’altra condivisa. In questo caso da cercare sarebbe un tecnico in grado di gestire le tante attività del Centro di formazione, ma col limite che deve essere personaggio gradito a destra come a sinistra. Trovando un consenso bipartisan, l’idea sarebbe quella di rivedere lo stato dell’associazione per trovare una forma di retribuzione. Se il patto dovesse saltare, all’appuntamento ognuno si presenterà col “suo uomo”. Col rischio che il Comune, proprietario appunto degli impianti, si faccia avanti e crei una sorta di Cgfs-bis. Ed è proprio quello che il presidente del Coni vuole evitare.

«Cgfs e Crida - scrive nella lettera hanno bisogno di imboccare la strada di una ampia autonomia da rigide scelte politiche» . Chiede che il Coni entri a far parte «con un proprio rappresentante del nuovo consiglio di amministrazione, contribuendo, se necessario, con indicazioni e progetti utili a un ulteriore rafforzamento delle strutture». Uno il suggerimento alle amministrazioni pubbliche: «Avere senso di responsabilità e scelte di larga convergenza al fine di dispiegare incisive azioni di governo per associazione e fondazione».(c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web