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Nardi: «Sempre più difficile restare a galla nella maglieria»

Nardi: «Sempre più difficile restare a galla nella maglieria»

PRATO. Non è vero che le nuove generazioni, al contrario di quanto si dice, fanno peggio dei loro genitori quando si trovano a dover gestire l'azienda di famiglia. E' il caso di Paolo Nardi, giovane...

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PRATO. Non è vero che le nuove generazioni, al contrario di quanto si dice, fanno peggio dei loro genitori quando si trovano a dover gestire l'azienda di famiglia. E' il caso di Paolo Nardi, giovane imprenditore di 35 anni, chiamato a traghettare l'impresa nel futuro ("Nardi Paolo lavorazioni per maglieria") in un momento particolarmente delicato per il sistema economico del distretto. Eppure l'anno scorso, di questi tempi, stava a tutti gli effetti prendendo in mano le redini della ditta fondata negli anni Settanta da suo padre e sua madre. «Ci occupiamo di realizzare lavorazioni conto terzi per maglieria - spiega Nardi - è stato un percorso graduale e naturale quello che ha portato mio padre a delegare la gestione dell'azienda per sollevarsi dalle responsabilità, che con l'avanzamento della tecnologia nel nostro lavoro, diventavano sempre più pesanti».

La fatica di rimanere in equilibrio consiste nel doversi scontrare quotidianamente con la realtà, che è fatta anche di concorrenza sleale e cali di lavoro. «Il nostro lavoro dipende da quello dei nostri committenti, ovvero i maglifici - afferma - tuttavia, da parte nostra c'è il massimo impegno a offrire un servizio di qualità: nel mio caso, avendo avuto la fortuna di lavorare alcuni anni per un noto marchio di macchinari tessili, ho potuto sviluppare una conoscenza più approfondita della programmazione dei macchinari».

E' sul prezzo però che si gioca maggiormente la sfida della competizione specie nel mondo della piccola impresa. «Mentre quelli come me fanno salti mortali per stare alle regole e mantenere due dipendenti - dice - c'è chi porta via il lavoro offrendo la propria manodopera a prezzi inferiori a quelli del mercato, riuscendoci solo perché opera di nascosto nel garage di casa senza costi fissi. Questa realtà nel territorio è abbastanza diffusa specialmente tra gli artigiani in pensione».

Quello della stagionalità è un altro aspetto critico dell'attività tessile: «Avremmo bisogno di maggiore flessibilità in entrata e in uscita per far fronte ai cali di lavoro - fa notare Nardi - invece, ogni anno siamo costretti a fare ricorso alla cassa integrazione». (ba. bu.)

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