Il Tirreno

Prato

Il bandito nonno colpisce ancora Svaligiata la Carifi

di Paolo Nencioni
Il bandito nonno colpisce ancora Svaligiata la Carifi

Tra i 70 e i 75 anni, armato di coltello, fugge in bicicletta a San Giorgio a Colonica. L’altra volta aveva usato l’Ape

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PRATO. Un coltello da cucina e un’Ape Piaggio o all’occorrenza una bicicletta. Non sembra l’armamentario di un rapinatore modello, e in effetti quello che ieri ha messo a segno il secondo colpo in meno di due mesi ai danni della Cassa di risparmio di Firenze, agenzia di San Giorgio a Colonica, non è il solito rapinatore. A cominciare dall’età.

Lo descrivono come un signore tra i 70 e i 75 anni, abbastanza alto, con una bella capigliatura brizzolata e una faccia che porta tutti i segni del tempo che passa. Un rapinatore nonno, insomma, che ha preso di mira la filiale della frazione più periferica del comune e finora sembra averla fatta franca, facilitato da un ambiente non proprio reattivo. A nessuno è venuto in mente di seguirlo mentre si allontanava in bicicletta. «Non andava nemmeno tanto veloce - dicono ora le pensionate del paese - E’ normale, ha una certa età».

La polizia è arrivata a cose fatte, avvertita dai dipendenti della filiale, che hanno consegnato 450 euro in banconote di piccolo taglio e poi si sono barricati all’interno della banca per non rispondere alle domande dei cronisti incuriositi dall’insolita rapina.

Secondo quanto ricostruito dalla Questura, il bandito anziano si è presentato intorno alle 10.30, è entrato come un normale cliente, ma una volta all’interno ha sfoderato un coltello da cucina e con quello ha minacciato il primo cassiere che gli si è parato davanti. Per non farsi riconoscere, il rapinatore indossava un cappellino e un paio di occhiali da sole.

Aveva fretta. Si è fatto dare i primi soldi disponibili, 450 euro in contanti, ed è subito andato via. Qualcuno lo ha visto inforcare una bicicletta, forse un modello mountain bike, abbastanza nuova, con la quale si è diretto verso i campi in fondo alla strada.

Una rapina simile, come detto, è stata compiuta alla Carifi di San Giorgio lo scorso 24 febbraio. Che l’autore sia lo stesso non è certo, ma è molto probabile. Altrimenti sarebbe una ben curiosa coincidenza che due rapinatori nonni scelgano proprio la filiale di San Giorgio tra i circa cento sportelli presenti in città, nel giro di meno di due mesi.

Sull’identità del rapinatore sono aperte tutte le ipotesi. «Non è uno del paese - dicono alla ricevitoria di via del Leone - altrimenti l’avremmo riconosciuto». Potrebbe anche essere uno dei tanti pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese e che ha deciso di improvvisarsi bandito.

Quel che è certo è che la seconda rapina nel giro di due mesi non ha scosso più di tanto le tranquille stradine di San Giorgio a Colonica, dove la vita continua a scorrere come se nulla fosse. Del resto anche l’intervento della polizia è stato abbastanza discreto. L’altra volta, a febbraio, ci fu un po’ di trambusto. Gli agenti controllarono un pensionato sospetto davanti al circolo e l’anziano si prese un po’ di paura. Questione di minuti, prima di chiarire l’equivoco.

E anche i dipendenti della banca l’hanno presa con filosofia, tanto che un cassiere, alla vista dei fotografi fuori dall’istituto di credito, ha improvvisato uno sberleffo come quelli che si fanno ai bambini per farli divertire. La banca comunque è rimasta chiusa per tutto il giorno, «causa rapina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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