Attenzione
Targa e mostra per celebrare i 20 anni della Provincia
PRATO. C'è l'adesione di Curzio Malaparte e quella di Ernesto Pandolfini, ma soprattutto c'è l'adesione convinta di un'intera comunità che crede in un sogno e lotta per realizzarlo. E sono proprio i...
PRATO. C'è l'adesione di Curzio Malaparte e quella di Ernesto Pandolfini, ma soprattutto c'è l'adesione convinta di un'intera comunità che crede in un sogno e lotta per realizzarlo. E sono proprio i documenti, raccolti nella mostra “La Provincia dei pratesi” che si è inaugurata ieri mattina a palazzo Buonamici, a raccontare questa volontà forte che vuole Prato capoluogo di Provincia. E' un desiderio che nasce dal popolo, dai singoli cittadini e dalle istituzioni, dal mondo della cultura e da quello dell'imprenditoria, nasce dalla determinazione degli artigiani, degli operai che insieme ai titolari decidono di autotassarsi per dar gambe a un progetto da tempo agognato: l'indipendenza da Firenze e l'istituzione della Provincia pratese.
E il messaggio forte di quell'unione, di quella comunione di intenti, è riecheggiato nel corso delle celebrazioni per il ventennale della Provincia, che nasce proprio il 16 aprile 1992 dopo decenni di impegno, speranze e illusioni. Due le iniziative per festeggiare l'anniversario, oltre alla mostra è stato scelto di dedicare ai padri fondatori dell'ente la sala consiliare; un omaggio chiesto all'unanimità dal Consiglio. Insieme al presidente della Provincia Lamberto Gestri, e al presidente del Consiglio Giuseppe Maroso, la mattina di festeggiamenti ha visto la partecipazione delle istituzioni, dei sindaci del territorio e i rappresentanti del Comitato Area pratese.
Alla cerimonia erano presenti anche i decani del Comitato per l'istituzione della Provincia, come Amerigo Giuseppucci (unico superstite del Comitato originario) e Sergio Nannicini, oltre all'attuale presidente del Comitato provinciale Area pratese Roberto Risaliti. Un particolare ringraziamento alle attività del Comitato, che si è speso con determinazione per il riconoscimento dell’autonomia, è stato rivolto da Gestri e Maroso.
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