Il Tirreno

Prato

Poste di nuovo in tilt attese di ore per i pensionati

di Maria Lardara
Poste di nuovo in tilt attese di ore per i pensionati

Salta il sistema informatico e i computer vanno a singhiozzo Anziani in fila e lamentele in via Arcivescovo Martini

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PRATO. Quando si dice cogliere l'attimo. E i cittadini ieri mattina dovevano veramente stare attenti a catturarlo per pagare una bolletta o per riscuotere la pensione. Perché il sistema informatico di Poste Italiane andava e veniva.

Inoltre sempre ieri, lunedì, era il giorno dei pensionati Inpdap, gli ex lavoratori del settore pubblico. Che hanno dovuto aspettare anche due ore prima di sbrigare la pratica a uno dei dieci sportelli delle Poste centrali di via Arcivescovo Martini. Motivo: il blocco del sistema operativo informatico in fase di aggiornamento che ha trasformato a singhiozzi il servizio postale del lunedì mattina.

Un copione molto simile a quello del giugno 2011 quando tanti uffici postali si bloccarono per via dei server in tilt: poche operazioni e poi di nuovo il sistema che si ferma.

«I terminali si sono bloccati tre volte stamattina (ieri, ndr). Noi dipendenti siamo mortificati nel dare risposte vaghe e vedere tante persone andare via - è lo sfogo di un'impiegata - Purtroppo è un problema di linea centrale che funziona a tratti. Il blocco può durare 15 minuti come un'ora. Per l'appunto è successo nel giorno di riscossione delle pensioni Inpdap che comunque sono una minima percentuale rispetto a quelle Inps».

Nella fascia di punta, in via Martini si sono formate ieri anche delle code poi smaltite intorno all'ora di pranzo, quando tanta gente aveva fretta di tornare a casa. Chi porta pazienza è la signora Anna P., ottantenne pensionata con il numero 171 in mano. Erano circa le 11 quando le porte scorrevoli dell'ufficio postale si sono aperte per lei. E a mezzogiorno e mezza il monitor luminoso segnava ancora il numero 141. «Perché quando il sistema si ferma non viaggia più nemmeno il monitor» dice rassegnata. Per il signor Domenico Ruocco in teoria l'attesa non si trascinerebbe più di tanto. Tiene in mano il tagliando con il numero 89 quando il display luminoso segna il 79. Il problema è arrivarci. «Devo mandare urgentemente una raccomandata all'Inps, mi metterò tranquillo ad aspettare».

Chi perde la pazienza invece è Serena, una ragazza a cui ieri scadeva la bolletta di Estra. «Non mi funziona il computer, altrimenti facevo un pagamento telematico. La gente ha da lavorare, non può stare certo dietro ai tempi di Poste Italiane».

Unica consolazione per gli utenti: sapere che il servizio a singhiozzi interessava ieri tutta l'Italia (oggi la situazione dovrebbe normalizzarsi). «Come sempre in queste occasioni la tensione negli uffici postali è alta e a farne le spese sono gli incolpevoli lavoratori che non riescono a far fronte alle proteste dei cittadini», dichiarava ieri in una nota Mario Petitto, il segretario generale di Cisl-Poste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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