Sicurezza
Al Pecci la storia della video arte cinese
Si inaugura sabato “Moving Image in China” la più grande esposizione mai allestita fino ad ora in Europa
di Riccardo Tempestini
PRATO
"Moving Image in China. 1988-2011" è la prima grande mostra sulla video arte cinese, finora mai allestita in Europa, con 42 video, 40 a Prato e 2 al Pecci Milano. La mostra è stata presentata nel settembre dello scorso anno a Shanghai presso il Minsheng Art Museum che l'ha prodotta in collaborazione con il Centro Pecci. L'esposizione , curata da He Juxing, Guo Xiaoyan, Zhou Tiehai e Marco Bazzini che si inaugura sabato al Pecci si divide in quattro sezioni che ripercorrono lo sviluppo della video arte cinese dalla fine degli anni '80 fino ad oggi.
Nella prima sezione, 1988 - 1993, Critica dei media e riflessione biopolitica. Da fine anni Ottanta all'inizio degli anni Novanta, anche in Cina la televisione diventa il mezzo più popolare trasformandosi velocemente nella fonte principale di intrattenimento. Eppure, per molti artisti, il 1990 è ricordato come l'anno della trasformazione dei media da cui partire per apportare una rivoluzione nel linguaggio artistico. L'opera 30x30 dell'artista Zhang Peili, apre al rassegna, è stato il primo video della storia dell'arte cinese e fu presentato per la prima volta nel 1989 alla mostra China Avantgard.
Nella seconda sezione, 1994 - 1999, ecco L'analisi grammaticale e la formazione del video.
Negli anni Novanta, una cultura interdisciplinare che incarna un significato universale inizia a influenzare i circoli artistici cinesi portando con sé una visione completamente diversa, presentata attraverso i new media. A quel tempo, in Cina, la creazione artistica basata sul video, la fotografia e il cinema vivevano un momento molto favorevole. La rivoluzione dei media ha luogo intorno al 1994, ma solo nel 1996 emerge una vera e propria produzione artistica. Gli artisti realizzano che la videocamera non serve esclusivamente per fare film o documentare eventi, ma è soprattutto un mezzo di registrazione. La video arte cinese comincia, in questi anni, a catturare l'attenzione della comunità artistica internazionale per le numerose mostre che si svolgono a Pechino e la partecipazione di più di trenta artisti a Video Art Exhibition nel 1997, che diventa un trampolino di lancio importante per la comunità artistica cinese.
La terza sezione 2000 - 2005. Coscienza, poetica e sensibilità nella pratica dei nuovi media Con l'avvento della rivoluzione informatica nel 1998, la video arte si arricchisce di diverse pratiche. Un gruppo di artisti dimostra la forza della propria ideologia sociale nelle opere d'arte, usando l'interferenza inversa nello spazio sociale e nei media. I vari esponenti della scena artistica creano marginalizzazione culturale ed eventi underground.
Dal 2006 - 2011 Limiti: l'immagine in movimento si diversifica.Il nuovo media diventa a questa punto un'importante piattaforma con caratteristiche proprie ma sempre più legata allo sviluppo della tecnologia, grazie alla quale gli artisti cinesi si appropriano totalmente del nuovo linguaggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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