Finanza
«Qui non c’è niente», ma spunta la droga
I retroscena del maxi-sequestro compiuto dalla squadra mobile in un appartamento di via del Cilianuzzo
PRATO. Li hanno seguiti per una decina di giorni, convinti che ci fossero loro dietro a una vasta attività di spaccio di hashish e cocaina tra Prato e Pistoia. E l’intuizione degli uomini della squadra mobile si è rivelata giusta mercoledì mattina, quando, come anticipato ieri, sono finiti in manette due spacciatori marocchini.
Si tratta di Abdelillah Touhami Ouazzani, 34 anni, residente a Prato, e di Abdeslam Belmouadden, 36 anni, domiciliato a Bottegone (Pistoia).
In un appartamento di via del Cilianuzzo la polizia ha trovato quasi 28 chili di hashish, suddivisi in panetti da un etto, e un chilo e 300 grammo di cocaina. Se venduta al dettaglio, la droga avrebbe fruttato circa mezzo milione di euro.
Ai due spacciatori gli uomini diretti dal vice questore Francesco Nannucci sono arrivati grazie a una segnalazione partita dai parenti di un poliziotto della stessa squadra mobile, che abitano nella zona e avevano notato dei movimenti sospetti.
I poliziotti hanno dapprima individuato l’appartamento, poi hanno messo sotto controllo un paio di auto, una Mercedes e una Bmw.
Gli spacciatori facevano sempre attenzione a non parcheggiare troppo vicino alla casa per non dare nell’occhio, ma ormai erano nel mirino della Mobile e mercoledì, dopo un tentativo andato a vuoto il giorno prima, i poliziotti hanno dapprima fermato un giovane lucchese che si aggirava nella zona e ha ammesso di essere venuto a Prato per rifornirsi dai due marocchini, poi hanno fatto irruzione nell’appartamento. I due nordafricani hanno provato a negare l’evidenza. «Abbiamo solo questa dose di cocaina» hanno detto. Poi gliene hanno trovato un etto in tasca, e loro hanno ripetuto che c’era solo quella. In camera, invece, avevano la scorta, cioè i 28 chili di hashish e il chilo e 300 grammi di cocaina. Durante gli accertamenti i poliziotti hanno intercettato anche un marocchino appena arrivato alla stazione con 5.000 euro che sarebbero serviti per acquistare cocaina dai due spacciatori. Oltre a questo denaro, altri 16.000 euro sono stati trovati e sequestrati nell’appartamento. In casa c’era anche un falso permesso di soggiorno intestato a uno dei due marocchini e firmato da un magistrato che in realtà non esiste.
Paolo Nencioni
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