Sicurezza
Nencini: i blitz vanno bene ma da soli non bastano
L’assessore regionale incontra le categorie e lancia una serie di idee sul contrasto all’illegalità, tra cui la responsabilità solidale dei committenti
PRATO. «I blitz, da Cortina a Prato, vanno bene, ma non bastano. Serve qualcos’altro». Parola di Riccardo Nencini, assessore regionale al Bilancio che ieri ha incontrato i rappresentanti delle categorie economiche per mettere a punto una strategia di contrasto dell’evasione fiscale, soprattutto nei confronti delle aziende cinesi, in vista di un prossimo incontro col Comune e di un successivo incontro a cui dovrebbe partecipare il presidente della Regione Enrico Rossi.
Nel corso dell’incontro nello spazio della Camera di commercio di via Rinaldesca, Nencini ha snocciolato una serie di idee su emersione, contrasto dell’illegalità e integrazione.
Del primo capitolo fanno parte servizi di consulenza alle imprese, promozione della cultura d’impresa, sostegno all’emersione di chi è sommerso. Ma è sul tema del contrasto all’illegalità che c’è stato più interesse tra i rappresentanti delle categorie (artigiani, sindacati, industriali). Tra le idee c’è la verifica preventiva dei versamenti contributivi prima di poter spedire soldi all’estero, la responsabilità solidale dei committenti di aziende irregolari quando si dimostri che sapevano dell’utilizzo di manodopera clandestina; la responsabilità solidale di chi affitta ad aziende irregolari; la distruzione o in alternativa l’uso sociale dei beni confiscati (ma per questo, ha avvertito Nencini, serve una modifica di leggi nazionali, in particolare la Rognoni-La Torre che ora viene usata per la mafia); l’archivio delle residenze che consenta controlli incrociati tra Comuni e altre istituzioni; l’archivio regionale del Pra per il controllo incrociato sulle auto (queste due misure sono contenute nel progetto Tosca già avviato dalla Regione); infine una banca dati degli illeciti amministrativi per capire chi ha già commesso irregolarità ed è recidivo.
Molto più scarno il capitolo integrazione, con l’idea di usare il capitale privato cinese (se i cinesi saranno d’accordo, ovviamente) per progetti di interesse pubblico. Nencini ha fatto l’esempio di case di riposo che potrebbero servire sia agli orientali che agli italiani.
Riccardo Marini, presidente uscente degli industriali, si è detto sostanzialmente d’accordo, mentre Fabio Mazzanti, direttore della Cna, ha osservato che i risultati in questo campo si ottengono solo se si riesce a coinvolgere la comunità cinese e ha garantito che le associazioni di categoria sono a disposizione.
Si profila dunque un doppio binario. Da una parte il Comune che continua a puntare sui blitz nelle confezioni, dall’altra la Regione che vorrebbe una strategia più complessiva. Un confronto ha distanza tra lo “sceriffo” Aldo Milone e l’assessore Nencini. (p.n.)
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