Il dolore
Mazzoni: Rischiamo di perdere Provincia e uffici territoriali
PRATO. «Alla vigilia del ventennale della Provincia di Prato assistiamo a un preoccupante caos normativo sull'abolizione di un ente previsto dalla Costituzione. Nel decreto salva-Italia - osserva il...
PRATO. «Alla vigilia del ventennale della Provincia di Prato assistiamo a un preoccupante caos normativo sull'abolizione di un ente previsto dalla Costituzione. Nel decreto salva-Italia - osserva il deputato Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl - , il governo Monti ha dato una nuova configurazione all'ente Provincia, con la soppressione delle giunte e con i consigli non più eletti dal corpo elettorale, ma scelti dai consigli comunali ricadenti nel territorio provinciale. Questo criterio, secondo molti costituzionalisti, verrebbe ad alterare il principio paritario tra gli enti, visto che Comuni e Regioni avrebbero una legittimazione popolare e le province no. In realtà, infatti, l'articolo 114 della Costituzione presuppone la legittimazione popolare di tutte le istituzioni che formano la Repubblica». «La norma prevista dal decreto salva-Italia è, dunque, a forte rischio di incostituzionalità - prosegue Mazzoni -. A questo si aggiunge il disegno di legge costituzionale recentemente presentato alla Camera che prevede un riassetto delle Province basato su due parametri: uno impostato sul numero di abitanti, l'altro sull'estensione territoriale. Sarebbero abolite le Province con meno di 400mila abitanti e con un'estensione inferiore a 3500 chilometri quadrati. Con questi parametri in Italia scomparirebbero 59 province e in Toscana i requisiti salverebbero solo Firenze e Pisa per popolazione e Firenze, Siena e Grosseto per estensione territoriale. Nell'ottica di tagliare la spesa pubblica, insieme alle 59 Province verrebbero tagliati anche tutti gli uffici territoriali dello Stato. Una misura comprensibile per molte piccole Province, ma non certo per Prato. Ho già fatto presente al relatore del disegno di legge - aggiunge Mazzoni - la particolare situazione di Prato, il cui capoluogo è la terza città del Centro Italia per numero di residenti dopo Roma e Firenze, e che deve fare i conti con una comunità cinese in gran parte non censita. E' impensabile che una realtà come la nostra si veda togliere, insieme alla Provincia, non solo la Prefettura e la Questura, ma anche tutti gli altri uffici territoriali conquistati con tanta fatica. E' questa la battaglia che dovremo fare nei prossimi mesi, e spero che sia una battaglia condivisa da tutti».
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