Il Tirreno

Prato

Il gasolio nel Bisenzio Trovata la tubazione rotta

di Alessandra Agrati

Arpat ha localizzato all’interno del gorile Bresci la perdita ma ancora non si è stati in grado di risalire all’azienda responsabile della fuoriuscita

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VALBISENZIO. Individuata la natura dello sversamento di gasolio nel Bisenzio, ma non l'azienda responsabile. Secondo quanto comunicata dall'Arpat, i vigili del fuoco hanno perlustrato il gorile Bresci con una telecamera che ha individuato una tubazione rotta a circa 50/100 metri a monte della sua re-immissione nel fiume. Le perdite di olio combustibile denso e nero arrivano direttamente nelle acque del gorile per poi confluire nei punti d'immissione nel Bisenzio, il sopralluogo ha anche dimostrato che la tubazione è collegata alla pubblica fognatura, dove probabilmente vengono convogliati i reflui industriali delle aziende che operano in quell'area. L'intervento tempestivo della protezione civile con delle barriere fisiche all'altezza del ponte alla Cartaia, ha permesso di circoscrivere la chiazza oleosa, in modo da non creare problemi all' ecosistema. Dal 5 aprile è stato attivato anche un sistema per aspirare l'olio e trasportarlo all' interno di una cisterna. I tecnici Arpat hanno inoltre perlustrato l'ex area industriale Forti e hanno confermato «che risulta dismessa e che i vari edifici industriali risultano pericolanti e in stato di abbandono e degrado, senza poter individuare la provenienza dell'olio combustibile», tuttavia hanno fatto dei prelievi da una cisterna interrata. «Sulla base della situazione - spiegano dall' Arpat - è stata proposta l'adozione di provvedimenti urgenti volti alla riparazione della tubazione da cui origina lo sversamento nel punto in cui il personale del comando provinciale dei vigili del fuoco ha verificato che l'olio combustibile confluisce nel gorile. Tale riparazione è da considerarsi, vista l'emergenza, una soluzione temporanea in attesa che venga individuata la sorgente della contaminazione ed immediatamente vengano adottati gli ulteriori provvedimenti atti ad interrompere il fenomeno in questione». Di fatto fino a quando non si riesce ad individuare da dove proviene la fuoriuscita di olio non si riuscirà a bloccare l'emorragia, lenta ma inesorabile. «Abbiamo attivato subito un piano di emergenza per contenere i danni - spiega l'assessore all'ambiente Elisabetta Ciolini - per ora l'amministrazione si accollata il costo dell'intervento, appena verrà individuata il responsabile del danno procederemo ad imputargli tutti i costi fino ad ora sostenuti». Parallelamente procedono le verifiche nelle aziende che scaricano nel gorile per individuare da dove proviene l'olio combustibile. La salute del Bisenzio, però, resta buona, i pesci continuano a nuotare come del resto le papere, meno buono l'umore degli abitanti della Briglia che chiedono di risanare in modo definitivo l'ex area Forti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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