Sicurezza
Il Comune vende un terreno a Giolica e un altro alla Pietà
Sfruttando la legge regionale sono dieci gli immobili sul mercato. Gli appezzamenti diventeranno edificabili
PRATO. Sono due i “pezzi pregiati” del pacchetto di alienazioni che il Comune si appresta a fare utilizzando la corsia preferenziale, per il cambio di destinazione d’uso, prevista dalla legge regionale del 9 marzo scorso, che istituisce i Puv, i programmi unitari di valorizzazione: un’autostrada urbanistica che attraverso accordi di programma con Regione, Provincia e Soprintendenza garantisce tempi stretti e risultato certo.
Tra i dieci immobili, tra fabbrica e terreni, sui quali l’assessorato al Patrimonio di Roberto Caverni ha già stilato la relazione, presentata al presidente Rossi che avrà poi trenta giorni per convocare la conferenza dei servizi, ci sono due “perle”: un terreno alla Pietà e un altro nientedimeno che a Giolica. «Tra uno e l’altro - spiega l’assessore - il Comune pensa di realizzare almeno cinque milioni di euro». Una decina potrebbero essere quelli totali.
Le perle. L’area alla Pietà, un terreno di 6mila metri quadrati che costituiva le ex serre comunali che verranno trasferite, si trova all’interno del quadrilatero formato da via Lambruschini, via Cadorna, via Capponi e via Mayer, a pochi passi da Santa Maria della Pietà. Insomma una delle zone più appetibili della città. La richiesta è di trasformare quei 6mila metri da giardini a terreno edificabile «con la possibilità - spiega Caverni - per chi volesse acquistare di poter costruire 7 villette bifamiliari, in edifici alti al massimo 9 metri». Il secondo lotto di terreno, se possibile è ancora di target più alto. Perché è collocato a Giolica, nei pressi della salita di Sant’Anna (tra via Giolica di Sotto e via Labriola) ed è immerso tra verde e ville storiche. Si tratta di un appezzamento di 5mila metri quadrati nei quali poter realizzare tre-quattro bifamiliari di nuova costruzione con un’altezza massima di 7 metri e mezzo. Il terreno che oggi è a destinazione parchi con oliveti ovviamente si trasformerà in edificabile.
La filosofia. «Il Comune - spiega Caverni - non vuole certo disfarsi dei cosiddetti gioielli di famiglia. Ma razionalizzare e valorizzare il proprio patrimonio per ricavare, sì, fondi per altri investimenti ma anche - continua - per procedere con la ristrutturazione di altri edifici pubblici nei quali continuare il trasferimenti degli uffici per risparmiare sugli affitti». Pochi numeri: fino ad oggi sono stati spesi circa 19 milioni e mezzo per riqualificare edifici che poi accogliessero gli uffici pubblici (e altri 22 dovranno essere spesi in prospettiva, 6 solo per palazzo Pacchiani). Le spese di affitto dal 2007 al 2011 sono calate da 2 milioni e mezzo annuali a 947mila euro.
C’è anche l’ippodromo. Tra i beni da alienare con i Puv - la e x casa della musica in via Pollative, la palazzina di via Giotto dove ora ci sono uffici pubblici la cui destinazione diventerà residenziale e a terziario - ci sono altri pezzi interessanti. Come, per esempio, quella porzione di parco ex Ippodromo che accoglieva scuderie, maneggio coperto e scoperto. Si tratta di 21mila metri quadrati su via dell’Ippodromo con manufatti anche antichi (stalle, uffici, ex casa del custode e del personale di servizio) che attualmente hanno una destinazione d’uso sportiva ma che diventeranno genericamente a servizio: «Una destinazione molto larga - conclude Caverni -che prevede tutto: servizi turistici, per lo sport, per il sociale, tranne che la possibilità di fare case».
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