Il dolore
«Tra qualche anno ci sarà di nuovo richiesta»
PRATO. Il preside del “Buzzi” Erminio Serniotti non si rassegna a chiudere definitivamente la specializzazione in chimica tintoria. «Purtroppo - spiega - non avevamo scelta anche in virtù della...
PRATO. Il preside del “Buzzi” Erminio Serniotti non si rassegna a chiudere definitivamente la specializzazione in chimica tintoria.
«Purtroppo - spiega - non avevamo scelta anche in virtù della riforma Gelmini, però siamo convinti che il distretto abbia ancora bisogno di chimici tintori, per questo stiamo pensando di organizzare un corso post diploma rivolto ai tessili e ai chimici industriali, sfruttando le competenze dei nostri docenti e utilizzando anche il laboratorio interno che deve restare vivo e fruibile».
L'idea è sostenuta anche dagli ex allievi del Buzzi e dal corpo docenti. «In questo momento - spiega Piero Crescini insegnante di chimica tintoria - la richiesta di chimici tintori a Prato è limitata, sia perché le tintorie sono poche, sia perché molti chimici con esperienza hanno perso il lavoro, quindi vengono riassorbiti dal settore con maggiore facilità rispetto ad un neo diplomato».
Il problema, invece, si porrà fra qualche anno, quando ci sarà il cambio generazionale. «Fra cinque o sei anni - spiega Serniotti - probabilmente la richiesta di queste figure aumenterà, ma se non ci organizziamo non saremo in grado di fare fronte alle richieste delle imprese».
Proprio in quest'ottica verranno presi i primi contatti con la sezione di tintoria e finissaggio dell'Unione industriale per valutare insieme la reale richiesta di tecnici. L'orizzonte è però un po' più ampio; l'oriente, la Tunisia e la Turchia cercano costantemente dei tecnici. «Purtroppo - puntualizza Crescini - i nostri ragazzi sono stati viziati dal distretto, hanno sempre trovato un'occupazione a pochi chilometri da casa. Ora il mercato del lavoro sta cambiando è necessario spostarsi, se si vuole rimanere nel settore tessile».
(a.a.)
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