Finanza
Sede e finanziamenti i nodi da sciogliere
Gestri: «Il Creaf sarebbe il luogo ideale». Santi: «Il primo anno ci vorranno 700mila euro»
PRATO. Dopo aver raccolto i consensi anche da stilisti e aziende che operano fuori Prato, soprattuto con l'adesione di Rivetti al progetto Modalab, restano aperti due interrogativi: la sede e i finanziamenti.
Sul primo si è fatta avanti la Provincia con quella che dovrebbe essere la futura sede del Creaf.
«Sarebbe il luogo ideale commenta il presidente Lamberto Gestri - è una struttura bene attrezzata e predisposta a ospitare strumentazioni moderne; a suo tempo anche l'associazione Pratofutura aveva manifestato interesse a entrarci, ma forse gli ideatori stanno cercando un edificio storico».
Dal canto suo, Giovanni Santi ammette: «Per ora è un punto lasciato volutamente in bianco con l'intento di trovare di comune accordo con le istituzioni la sede più opportuna».
Tetto a parte, la questione fondamentale restano i finanziamenti. Qual è il costo complessivo di un'operazione del genere?
Il patron della Beste ha previsto, sulla base dell'analisi effettuata, un fabbisogno finanziario che diminuisce progressivamente dai 700mila euro per il primo anno di attività ai 350mila.
«I costi sono alti per i primi anni - dice - dopodiché, a partire dal quinto, la scuola dovrà entrare a regime cominciando a generare profitto grazie agli introiti ottenuti dalla fatturazione dei prototipi realizzati dagli studenti durante le ore di laboratorio».
Secondo quanto previsto, la spesa più alta è rappresentata dai costi di retribuzione del corpo docente (complessivamente formato d auna quindicina di persone): centomila euro l'anno per un maestro di modellistica, 80mila per insegnare la confezione e 60mila per la docenza di produzione.
Per altre figure, come gli insegnanti di tendenze dei mercati, storia della moda, informatica e tessuti e maglieria, la cifra scende sotto i 15mila euro, mentre per arredamenti e attrezzature la spesa prevista è intorno ai 285mila euro.
Parte dei ricavi deriva anche dalle rette, fissate sui 9mila euro l'anno per studente.
«L'invito a partecipare di oggi è rivolto a tutte le istituzioni cittadine e alle imprese - aggiunge Giovanni Santi - con le quali vorremo avviare un confronto».
Nella Fondazione è stata individuata la forma giuridica più idonea all'esigenza di creare una struttura abbastanza snella con il duplice scopo di effettuare formazione professionale e fornire servizi alle imprese e consorzi.
(ba.bu.)
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