Il Tirreno

Prato

La squadra interforze anche nelle ditte italiane

di Paolo Nencioni

Cambia la filosofia dei controlli: più spazio alla Finanza e all’Agenzia delle entrate Ieri il primo blitz in cinque aziende, scovato un evasore totale: è un cinese

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PRATO. Controlleranno tutti, non più quasi solo i cinesi. E controlleranno meglio, andando a cercare l’evasione fiscale.

E’ il duplice messaggio arrivato ieri dalla Prefettura sulla nuova stagione dei controlli della cosiddetta “squadra interforze”, quella che da un paio di anni ha intensificato gli accertamenti nei confronti delle aziende irregolari (in genere confezioni cinesi con manodopera e dormitori abusivi).

Per lanciare un segnale forte e chiaro, il prefetto Maria Guia Federico ha convocato ieri una conferenza stampa alla presenza dei vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Proprio la Finanza, insieme all’Agenzia delle entrate, dovrebbe essere l’arma in più per rendere ancora più incisivi i controlli.

Il messaggio principale è che da ora in poi i controlli di carattere fiscale, sugli italiani, sui cinesi e sugli imprenditori di altre nazionalità, saranno centrati soprattutto sull’aspetto fiscale, e gli “specialisti” (leggi Finanza ed Entrate) contribuiranno maggiormente all’individuazione degli obbiettivi. Una nuova filosofia, insomma, che promette di essere meno spettacolare in termini di sequestri ma più efficace in termini di risultati per le casse dello Stato.

Hanno già cominciato. Ieri la squadra interforze è andata a far visita a cinque aziende, italiane e straniere, e sull’esito dei controlli non è stato detto niente, fatta eccezione per la scoperta di un evasore totale. Si tratta di un imprenditore cinese che, pur avendo un’attività, non ha presentato alcuna dichiarazione dei redditi per l’anno 2010.

Il prefetto Maria Guia Federico ha aggiunto che nella nuova stagione dei controlli verranno utilizzate «professionalità più specifiche» (che non sono reparti speciali delle forze dell’ordine) sulle quali però non ha voluto aggiungere altro, «per non dare un vantaggio a chi sarà controllato». Mistero, dunque, ma potrebbe trattarsi di consulenti tecnici che aiuteranno le forze dell’ordine, l’Inail, l’Inps, l’Asl e la Direzione provinciale del lavoro a individuare le irregolarità che più difficilmente vengono a galla.

Solo il tempo dirà se si tratta di una strategia vincente. Sulla carta certamente lo è, perché ogni tanto al clamore dei blitz non segue una effettiva repressione delle irregolarità che si era andati a cercare.

E poi bisognerà capire se le risorse basteranno. Per fare i controlli che ha in mente la Prefettura, dunque con un più massiccio coinvolgimento della Finanza e delle Entrate, bisognerà gioco forza sacrificare qualcosa.

«E’ inutile nascondercelo - ha spiegato il prefetto - La coperta è corta e bisogna fare con quello che si ha a disposizione».

Si tratta comunque di una nuova filosofia che punta ad allargare i controlli a una platea più ampia rispetto a quella finora presa in considerazione. E che forse è anche un segno dei tempi.

Le casse dello Stato hanno urgente bisogno di recuperare una fetta maggiore di evasione, e dunque si va a colpire dove finora si era colpito poco, checché si dica a livello ufficiale. Il bilancio si potrà fare solo tra qualche mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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