Sicurezza
«Il lavoro l’ho trovato in India»
Gianni Mazzoni ha trovato un impiego mettendosi di nuovo in gioco
PRATO. Fuga di cervelli all' estero anche nel settore tessile. Gianni Mazzoni, dopo essersi diplomato all' Istituto Buzzi nel 1987 aver fatto l'imprenditore, il tecnico come dipendente ed essersi trovato senza lavoro, ha deciso di accettare un'offerta in India e partire lasciando la famiglia a Prato.
«Mi sento un pratese anomalo - spiega - la mia casa non è qui ma nel mondo, oggi non si può più rimanere radicati nel posto dove si è nati, il lavoro va cercato e inseguito, ovunque sia».
Del resto Mazzoni già nel 1992 è stato sei mesi in Australia per conseguire la qualifica di procuratore della lana, cioè l'unica figura autorizzata ad acquistare la materia prima direttamente nelle aste australiane. «Dopo quell' esperienza - spiega l'ex imprenditore - sono tornato in Italia e per sei anni sono rimasto a lavorare nell' azienda di mio padre il Lanificio Lorentex S.p.A poi ho lavorato per diverse ditte pratesi, fino a quando mi sono trovato senza lavoro, dopo molte promesse che non sono andate a buon fine ho aguzzato l' ingegno». Nessuna rivoluzione, è bastato un giro virtuale sulla rete per trovare un'offerta di lavoro della Vardhman, una delle più importanti aziende tessili indiane. «Sono stato selezionato fra una rosa di candidati - spiega Mazzoni - ero l'unico italiano e sono stato scelto. Ho firmato un contratto di sei mesi con la funzione di disegnatore per le collezioni, poi in corso d'opera mi è stata anche affidato il compito di seguire il mercato europeo e italiano. E' stata un'esperienza molto importante, tanto che una volta terminato il contratto sono stato contattato da un'azienda italiana che aveva bisogno di un formatore in India, così ho rifatto le valigie e ora sono in attesa di partire nuovamente, con in tasca un contratto a tempo indeterminato».
Il lavoro che aspetta Mazzoni è impegnativo, ma la sua esperienza lo ha reso consapevole di quello che lo aspetta: «Il mondo del lavoro in India- spiega - è diversissimo dal nostri, gli indiani hanno un'altra mentalità, lavorano tantissime ore al giorno ma non sono molto propositivi, forse secoli di dominazione li ha resi poco intraprendenti».
Abbandonare Prato non è un grosso sacrificio per Mazzoni: «Tante altre scelte non ce ne sono, il tessile forse riprenderà fra dieci anni, nel frattempo bisogna vivere, per questo ho colto al volo questa opportunità, che mi offre anche un ottimo stipendio».
L'osservatorio di Mazzoni da imprenditore a dipendente è sicuramente un punto privilegiato: «Mi dispiace che a Prato non si sia riusciti a fare una politica diversa negli anni d'oro. Oggi in India il tessile è un'opportunità anche se manca completamente di creatività e questo è un vantaggio per noi italiani». In attesa di prendere l'aereo Mazzoni si gode alcuni aspetti tipici della vita italiana: «In India la pulizia e il cibo lasciano molto a desiderare- spiega - ma per fortuna sono una persona che sa adattarsi, addirittura ho già nostalgia del modo con cui gli indiani affrontano la vita».(a.a.)
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