Il Tirreno

Prato

«Costruite il cavalcavia al Soccorso»

di Ilenia Reali
«Costruite il cavalcavia al Soccorso»

I sindacati incitano il Comune a fare subito una scelta per far ripartire il settore dell’edilizia in grosse difficoltà

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PRATO. Le istituzioni aprano i cantieri, facciano i lavori, diano una mano all’edilizia. E l’appello accorato dei sindacati. I segretari degli edili di Cgil, Cisl e Uil Emilio Testa, Enrico Menici e Francesco Romano lo lanciano anche entrando nel merito delle scelte e in vista dell’incontro con l’assessore comunale alle grandi opere Filippo Bernocchi fissato per la prossima settimana, affrontano il tema del viadotto del Soccorso.

Con una posizione inattesa. «Senza voler entrare direttamente nella discussione sul viadotto- scrivono in un documento - e quindi nel contrasto che si è creato, riteniamo auspicabile, una soluzione che tiene conto di due fattori: la meno costosa per la collettività e la più immediata per quanto riguarda gli studi di fattibilità, perché è adesso il momento di contrastare la crisi in atto, domani può essere troppo tardi».

Per i sindacati quindi la soluzione auspicata è quella del cavalcavia anche se non piace ai cittadini residenti nella zona. «Credo - spiega Enrico Menici della Filca Cisl - che il Comune debba assumersi l’onere di fare una scelta tenendo conto le esigenze della città: Prato ha 200.000 abitanti che rimangon in fila in quel punto e che vogliono il problema risolto in tempi rapidi e con la spesa minore per la collettività. E’ vero il sottopasso è più bello ma se non ci sono i soldi non si può far niente. Io compro la macchina che mi posso permettere anche se ce n’è una più bella che costa il doppio. Non posso non dare da mangiare alla famiglia per comprare un’auto bella ma che costa il doppio. Credo che il Comune debba avere lo stesso comportamento».

E aggiunge: «In questo caso inoltre c’è anche l’emergenza delle aziende edili».

Aziende del territorio che soffrono e che secondo i sindacati sono allo stremo. Dal 2008 a oggi il numero delle aziende e dei lavoratori si è dimezzato.

Le aziende sono passate da 8-900 a 400 mentre i lavoratori dipendenti da 3.200 a 1.700.

Il viadotto non è ovviamente il solo punto che Cgil, Cisl e Uil evidenziano. «Investire nell’edilizia - commenta Emilio Testa, Fillea Cgil - significa attivare un volano che fa ripartire altri settori come il legno e il metalmeccanico. S’innesca un sistema di cui beneficia l’insieme del distretto».

Tra le proposte del sindacato c’è anche quella di stringere accordi affinché nelle grandi opere vengano privilegiate le imprese locali. «Pensiamo ad accordi come quelli presi per l’ospedale - spiegano i sindacalisti - e specialmente per il recupero di Pratilia sarebbe importante che il Comune stipulasse un accordo affinché Esselunga privilegiasse aziende del territorio. La prossima partenza di questi lavori possono infatti dare ossigeno al settore e speriamo che non siano assegnati con la formula del massimo ribasso invece che con l’offerta economicamente più vantaggiosa: questo perché quando gli appalti sono viziati nei costi accade spesso che restano incompiuti. Come avvenuto coi lavori sulla 325 con grave danno per la comunità».

I sindacati proporranno inoltre al Comune di mettere a punto un progetto di riqualificazione del territorio per togliere tutto l’eternit. »Sarebbe auspicabile si pensasse a smaltire l’amianto che c’è in abbondanza nella nostra città sfruttando per questo i fondi europei». Infine un’idea da mettere a punto per andare incontro alle famiglie e risolvere, in parte, il problema della casa.«Le banche - spiega Francesco Romano della Uil - non danno più i mutui per acquistare le case e quindi questo mercato si è fermato. Non significa però che non c’è bisogno di case: con la collaborazione dei privati si potrebbero costruire alloggi da mettere sul mercato con affitti calmierati per arrivare poi a venderli in periodi migliori quando ci sarà più disponibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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