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Paradiso e Tosoni: «I conti li mandavamo a Belsito»

Paradiso e Tosoni: «I conti li mandavamo a Belsito»

I due consiglieri comunali usciti dalla Lega respingono le accuse di Morganti «Lui vedeva tutto. Se ha le prove ci denunci, altrimenti fa meglio a tacere»

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PRATO. Com’era prevedibile, è arrivata a stretto giro di posta la replica della sezione provinciale della Lega per la Toscana, vale a dire dei consiglieri comunali Emilio Paradiso e Federico Tosoni, usciti dalla Lega Nord in rotta con l’eurodeputato Caludio Morganti, alle affermazioni che lo stesso Morganti aveva affidato ieri al Tirreno e che chiamavano pesantemente in ballo i due ex colleghi di partito.

«Che l'europarlamentare Morganti, noto protetto del cerchio magico padano, sia in grosse difficoltà avendo perso tutte le cariche interne e avendo disperso la maggior parte del seguito leghista toscano - si legge in una nota della Lega per la Toscana - è sotto gli occhi di tutti. Ma se l'uomo è arrivato a fare dichiarazioni false così pesanti nei confronti di quattro eletti nelle istituzioni locali è la dimostrazione che ormai è accecato dall'ira per l'improvvisa perdita di potere.»

Morganti aveva accusato Tosoni, Paradiso e altri due fuoriusciti di aver costituito una specie di “cerchio magico” anche a Prato e, soprattutto, aveva ventilato la possibilità che qualcuno si fosse messo in tasca una parte dei soldi del tesseramento.

«Anche se si tratta di affermazioni totalmente campate in aria - replica duramente la nota di Tosoni e Paradiso - fatte da un politico avviato ad un inesorabile tramonto pieno di livori personali, stiamo valutando con il nostro legale di procedere nei suoi confronti».

«Le entrate e le uscite al tempo della nostra gestione - si legge nella nota - sono tutte documentate fino nei minimi particolari e sono a disposizione di chiunque voglia visionarle. Tutta la gestione amministrativa della provincia di Prato veniva regolarmente consegnata ogni trimestre al suo fedele segretario amministrativo regionale e per conoscenza al Morganti stesso in qualità di segreterio toscano. Questi provvedevano a loro volta a consegnare tutti gli incartamenti al responsabile amministrativo federale, Dott. Belsito. Quindi che Morganti se la rifaccia con il suo compagno di partito Belsito».

Inevitabile la stoccata finale: «Infine se l'europarlamentare ritiene che la gestione del tesseramento di Prato non sia stata svolta in maniera corretta da parte nostra, faccia azioni nei nostri confronti o taccia per sempre».

Insomma, gli “scissionisti” sfidano Morganti a provare quello di cui l’europarlamentare li accusa. Morganti comunque ha già detto che Paradiso e Tosoni non potranno più rientrare nella Lega Nord.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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