Il dolore
La tassa occulta della rimozione auto
Il conto è quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso e monta la rabbia: un “riscatto” di 171 euro per riavere la vettura
PRATO. Il prezzo alla fine è giusto, ma è un salasso ingiustificato, e dunque sostanzialmente ingiusto. Si possono pagare 171 euro oltre alla multa di 39, cioè 210, per una rimozione auto?
E’ l’amara esperienza che è toccata a molti automobilisti pratesi nelle ultime settimane, da quando cioè sono state ritoccate le tariffe della rimozione. In redazione continuano ad arrivare le proteste di chi ha appena ripreso l’auto dal deposito e l’irritazione monta come un’onda.
Dovranno rassegnarsi, purtroppo, perché almeno sulla carta è tutto in ordine, nel senso che il concessionario del servizio, la Gsm (Global Service Mobility), applica una tariffa ministeriale sulla quale il Comune dice di poter fare ben poco. Per tornare all’esempio dei 171 euro (è capitato domenica sera anche a un avvocatao), alla stangata finale si arriva sommando diritto di chiamata (25 euro), operazioni di carico e scarico (51), indennità chilometrica (5,16 al km) calcolata su Google Maps ovviamente andata e ritorno, più l’Iva. Queste sono le tariffe massime (notturno e festivo), che però sono anche le più frequenti.
Resta il fatto che la stessa macchina, una Golf, rimossa il 15 giugno dell’anno scorso era stata ripresa con 100 euro e ora sono diventati 171. Che cosa è accaduto nel frattempo? E’ accaduto che il Comune ha aggiornato la convenzione. Prima il rapporto era con Asm, che si appoggiava alle solite storiche carrozzerie (Zini & Morbidi, Soccorso stradale 93). Ora il rapporto è tra Comune e Gsm (le solite due carrozzerie), ma c’è stato un aggiornamento delle tariffe previste dal decreto ministeriale 401 del 1998 (si dice fossero ferme da più di dieci anni). Un aggiornamento del 9%, che però non basta a spiegare l’impennata dei conti da pagare. C’è qualcosa che non torna in tutta la faccenda, a meno di non voler pensare che prima non venisse addebitata l’Iva, ma non ci sono elementi per affermarlo.
E le ricevute rilasciate dalla carrozzerie non aiutano a districarsi in questa giungla di tariffe. Nei foglietti infatti viene indicato il prezzo finale da pagare. Se venissero anche specificate le singole voci, qualcosa di più si riuscirebbe a capire.
Di fatto, si tratta di una tassa occulta che peraltro non finisce nemmeno nelle casse pubbliche. Una tassa che è passata anche sotto silenzio. Non si ricorda una conferenza stampa nella quale sia stato detto che il conto della rimozione sarebbe stato più salato. In realtà non è stato possibile nemmeno fare una vera e propria gara per affidare il servizio, visto che i soggetti proprietari delle aree autorizzate sono sempre gli stessi.
L’alternativa sarebbe che il Comune decidesse di gestire in proprio il servizio su un’area di sua proprietà, ma anche in questo caso, secondo l’interpretazione corrente, sarebbe obbligato ad applicare l’esosa tariffa ministeriale. Che è oggettivamente sproporzionata rispetto ai costi che si sostengono per rimuovere un’auto.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Twitter@NencioniP
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