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L’Ato Centro a rischio doppio commissario

L’Ato Centro a rischio doppio commissario

Rifiuti: Renzi vuole l’azienda unica per tre province. Borchi: «E’ la Regione che ce lo impone»

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PRATO. «Abbiamo iniziato a razionalizzare e l’obiettivo è arrivare ad un’unica azienda per la gestione dei rifiuti per le tre province di Firenze, Prato e Pistoia già nei prossimi mesi». La dichiarazione del sindaco di Firenze Matteo Renzi ha destato non poco stupore nel vicesindaco Goffredo Borchi, vicepresidente dell’Ato rifiuti della Toscana Centrale. «Il sindaco Renzi forse dimentica - informa Borchi - che ciò che lui definisce un obiettivo in realtà un obbligo di legge previsto dalla Regione Toscana che impone un gestore unico per la nostra area vasta in modo da riorganizzare il servizio e andare a gara per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E’ da due anni che stiamo lavorando a questo progetto ed è ormai quasi tutto pronto. Le quattro aziende dovranno confluire nella società Helios che al momento è solo una scatola vuota. In realtà - prosegue Borchi - il 28 febbraio scorso è scaduto il termine per indire la gara per le gestione dell’intero ciclo dei rifiuti (esclusa la costruzione e gestione del termovalorizzatore di Case Passerini che compete ad Hera). Come Ato Centro siamo in difetto visto che la Regione non ha concesso alcuna proroga: se non decidiamo in fretta c’è il rischio che l’attuale commissario, Riccardo Gabellini, venga a sua volta commissariato». A creare qualche incertezza, spiega Borchi, è stato il decreto Salva Italia di Monti che ha dato la possibilità a chi non aveva ancora bandito la gara, di attendere ancora altri tre anni. Questa opzione sta spaccando i comuni dell’Ato Centro in due fronti: chi vuole formare l’azienda unica subito e indire la gara, e chi invece vuole prendere tempo forse ritenendo che non vi siano ancora le condizioni per la fusione delle quattro società: Asm (Prato), Publiambiente (Empoli-Valdelsa-Pistoia), Cis (Quarrata-Montale-Agliana), Quadrifoglio (Firenze).

Il sindaco Renzi è convinto che un’unica azienda consentirà anche di abbassare i costi per i cittadini. Ha parlato anche di meno posti nei consigli di amministrazione. «Il vero risparmio sarà sulle economie di scala, non tanto sui gettoni di presenza che incidono marginalmente su costi che si aggirano intorno ai 120-130 milioni di euro» risponde Borchi «bisogna però tenere anche presente che le risorse finanziarie per procedere agli ingenti investimenti necessari arrivano dalla tariffa (Tia), e quindi non intravedo, almeno inizialmente, possibili riduzioni».

Giovanni Ciattini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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