La manifestazione
Cresce il popolo degli allergici
A Prato 9mila accessi, e c’è chi pensa alla prevenzione Cecchi (Asl 4): «Bandire dai giardini le betulle e i cipressi»
PRATO. È primavera, svegliatevi… allergie! Si potrebbe parafrasare un vecchio successo di Loretta Goggi per descrivere il drammatico copione che si ripropone ogni anno, specie di questi tempi, con la fioritura di alberi e piante. Quei pollini maledetti che impazzano nell'aria e costringono tanti a fare scorta di fazzoletti.
Prato non ne è esente, anzi. A crescere è il popolo degli allergici che bussano alla porta dell'Asl 4: 9mila accessi nel 2011, oltre il 10% in più rispetto al 2010. Intanto un pezzo del reparto pratese di Allergologia è volato nei giorni scorsi a Bruxelles per un workshop pubblico sul tema allergie nell'ambito del Parlamento europeo: si tratta del medico Lorenzo Cecchi (è anche collaboratore del Centro di bioclimatologia dell'Università di Firenze) che è stato l'unico a rappresentare l'Italia presso il consesso di Bruxelles dove ha lanciato un vero e proprio sos, ovvero che nel 2040 ben il 40% della popolazione europea avrà una predisposizione alle allergie.
E anche il mix combinato tra polline, smog e riscaldamento globale climatico nei centri urbani è deleterio per chi in questo periodo è alle prese con starnuti e riniti allergiche. Intanto il reparto pratese di allergologia è il secondo in Toscana per tasso di prestazioni erogate. Non perché a Prato i pollini dispersi con il vento siano più potenti che altrove, intendiamoci. Ma perché qui convergono i pazienti in trattamento o sottoposti a prove allergologiche, provenienti da altre aziende sanitarie locali, in primis Lucca, Pistoia, Firenze (Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino), con punte anche dall'Emilia.
«Il motivo - spiega Alessandro Farsi, dirigente medico di Allergologia - è che abbiamo liste d'attesa più corte che altrove, nei periodi “tranquilli” anche di una settimana o due. Liste che si allungano fino a un mese in questa stagione, ma siamo ben lontani dalla tempistica di otto-dieci mesi che propongono ospedali come Careggi e Torregalli. Fino a due giorni fa occorreva aspettare 18 giorni per la prenotazione di una visita. La percentuale dei pazienti con provenienza fuori Asl si aggira intorno al 20%».
Un capitolo specifico merita l'asma di origine allergica con un migliaio di pazienti trattati l'anno: e anche in questo caso il trend è in ascesa e ne è vittima un bambino su dieci a Prato. L'allergia inoltre fiorisce in tenera età se è vero che, dati alla mano dell'Asl 4, su 9mila accessi in un anno per un terzo dei casi il disturbo colpisce i bambini.
«Sul lato della prevenzione, basterebbe una maggiore pianificazione del verde pubblico, concertando insieme ai medici la scelta di alcune tipologie di alberi piuttosto che di altre», fa notare l'allergologo Lorenzo Cecchi.
Ma quali sono gli alberi “incriminati”? Gli allergologi promuovono palme e ippocastano, bocciano betulla e cipressi. Tra starnuti o occhi che lacrimano, fatto sta che per tanti allergici la primavera rimanga la stagione più odiata. Qualcosa però si può fare. A Milano e Roma le amministrazioni stanno progettando dei giardini "allergy free", ovvero aree verdi a misura di allergici.
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