La manifestazione
Teatro Agorà, il Comune ora si è ripreso i soldi
Il Comune dà, il Comune toglie. Ne sa qualcosa la parrocchia di San Pietro di Galciana che a distanza di dieci anni ha perso il contributo di 774.685,35 euro che l’amministrazione comunale
PRATO. Il Comune dà, il Comune toglie. Ne sa qualcosa la parrocchia di San Pietro di Galciana che a distanza di dieci anni ha perso il contributo di 774.685,35 euro che l’amministrazione comunale di centrosinistra, sindaco Marco Romagnoli, aveva stanziato in favore del restauro del Teatro Agorà. Edificio di proprietà della curia ma che, grazie ad una convenzione, sarebbe stato sfruttato in parte anche dal Comune, come centro civico. Era previsto anche il recupero dello spazio esterno da destinare a parcheggi. Al centro del progetto, comunque, il restauro della sala teatrale (240 posti). La ristrutturazione del Teatro Agorà, cavallo di battaglia del parroco don Luca Rosati e del presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca, è però naufragata col trascorrere degli anni. La Diocesi, che avrebbe dovuto contribuire economicamente per integrare i soldi stanziati dal Comune, si è trovata in difficoltà nel mantenere gli impegni presi a suo tempo. Nel 2008 il Comune aveva rilasciato il permesso a costruire in favore della parrocchia di San Pietro «al quale però non ha mai seguito un inizio lavori con conseguente decadenza del titolo abilitativo» (come si spiega nella determina dirigenziale del 23 aprile scorso).
Lo scorso novembre il Comune comunicò alla parrocchia che ogni vincolo contrattuale era dunque venuto meno. Come ultimo atto il 13 marzo scorso è stata inviata alla parrocchia la raccomandata nella quale si comunicava della prossima cancellazione del contributo dal bilancio comunale. Questi soldi, visti i tempi di vacche magre, insomma, potranno essere destinati ad altri scopi.
La parrocchia, con una lettera del 23 marzo, ha comunicato al Comune di aver deciso di dare mandato al proprio legale di difendere i propri diritti. La parola fine non è vicina.
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