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«Il “cerchio magico” c’era anche a Prato»

«Il “cerchio magico” c’era anche a Prato»

L’eurodeputato Morganti attacca i fuoriusciti dalla Lega: «Dove sono finiti i soldi delle tessere?»

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PRATO. «Il “cerchio magico” c’era anche a Prato ed era composto da quelli che se ne sono andati: Emilio Paradiso, Federico Tosoni, Mauro Lazzeri e l’ex tesoriere Alessio Mazzei».

L’eurodeputato leghista Claudio Morganti replica e rilancia dopo i commenti dei suoi ex compagni di partito Paradiso e Tosoni (e consiglieri comunali) sul difficile momento della Lega Nord.

Morganti non ha peli sulla lingua e butta là qualcosa che potrebbe interessare anche la magistratura. «Alcune operazioni poco chiare sono state fatte anche a Prato, prima dell’uscita dal partito di Paradiso e Tosoni - scandisce - Mi riferisco ai soldi del tesseramento, che in certi casi non sono stati registrati e qualcuno probabilmente se li è messi in tasca. Piccole cifre, per carità, ma sono cose che danno fastidio».

Qualcuno l’ha denunciato? «No, queste sono cose che siamo abituati a risolvere all’interno del partito. E poi, ripeto, sono piccolezze».

Su una cosa invece Morganti promette di non transigere. «Ho letto che Tosoni e Paradiso non escludono di rientrare nella Lega dopo il congresso di autunno - dice l’eurodeputato - ma devono sapere che per loro la porta è chiusa. Chi esce dal movimento non può tornare quando gli pare. Almeno finché ci sarò io. Sarebbe anche un problema farlo accettare dai militati, visto che sono stati loro a buttarli fuori. Insomma, li abbiamo estirpati. L’importante è che non abbiano prodotto delle metastasi».

Parole pesanti anche in un movimento che non è abituato alle cortesie diplomatiche.

«Dicono di stare con Maroni - rincara Morganti - ma non è assolutamente vero. Loro se ne sono andati, lui è rimasto dentro la Lega».

Sugli ultimi sviluppi dello psicodramma leghista, con le annunciate dimissioni di Renzo Bossi, Morganti è deciso: «Le dimissioni di Renzo Bossi mi pare fossero dovute. Del resto è stata la base a chiederlo con forza. Ora aspettiamo quelle di Rosy Mauro. Sono ancora convinto che la famiglia abbia tradito il capofamiglia, e cioè che Bossi sia stato ingannato». Intanto la Lega a Prato si prepara al congresso provinciale, in programma domenica. Dopo il congresso verrà nominato anche il nuovo tesoriere. (p.n.)

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