Il Tirreno

Prato

Trenta milioni di rocche in giro per il mondo

di Ilenia Reali
Trenta milioni di rocche in giro per il mondo

Mariplast, dopo Stati Uniti, Turchia e Egitto guarda con attenzione all’India e intanto “ricicla” realizzando lampade di design che vende anche Unicoop

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PRATO. E’ una rocca di plastica. E’ una rocca ricavata da fiori di plastica, scarto di lavorazione. E’ una lampada. “Re +”, in realtà tante cose. Così tante da poter raccontare una storia. La storia di un’azienda la Mariplast che tiene a sua volta dentro di sè un’altra storia, ben più ampia, quella del distretto di Prato. Un’area che si distingue per competenza, ingegno e voglia di reinventarsi ogni giorno. Anche in tempi di crisi.

Rocche e non solo. L’idea di utilizzare le rocche su cui si avvolge il filato per lavorarlo è venuta a Fabia Romagnoli osservando i mille pezzetti di plastica, simili a fiori colorati, che le macchine scartavano producendo le rocche. Scarti che potevano essere riutilizzati ma non sempre e non per produrre tutti i tipi di rocche. Ed è alla sua scrivania mentre le mille forme di fusi e rocche uscivano dall’officina che ha pensato che forse poteva realizzarci delle lampade. Un modo per diversificare la produzione e riciclare la plastica. «Abbiamo fatto tantissime prove - spiega Romagnoli - in modo che gli stampi fossero perfetti e alla fine, con l’aiuto del designer Stefano Giovacchini abbiamo inventato una serie di lampade.Nuovi modelli saranno presentati presto in fiera a Milano».

E mentre il design diventa parte integrante dell’attività dell’azienda leader nella produzione di rocche i primi risultati commerciali si cominciano a vedere. ReOne, questo il nome della lampada realizzata con una rocca di plastica da tintoria, sarà venduta on line anche da Ipercoop Firenze che la sta promuovendo, tra l’altro, anche nei volontini che invia nelle case con le offerte del mese.

Rocche nel mondo. Proprio in questi giorni alla Mariplast si sta lavorando a un nuovo progetto, per il momento tenuto top secret, ma la ricerca sembra non finire mai. E’ questo uno dei segreti dell’azienda (in Italia ce ne sono solo 4-5 con questa tipologia di prodotti) che sforna rocche e bobine in plastica che migliorano la capacità di tintura o di lavorazione del filato ma anche la capacità avuta negli anni di trovare spazi nei mercati di altri paesi. Un percorso che anticipa probabilmente quello che sarà il futuro del tessile pratese. «La prima azienda all’estero - spiega Fabia Romagnoli che gestisce l’azienda col padre e col fratello Mauro - l’abbiamo aperta negli Stati Uniti dove si è trasferita mia sorella Elena. Poi è stata la volta della Turchia e dell’Egitto e da tempo stiamo studiando l’India che sarebbe un posto interessante. Aprire all’estero è una necessità: l’incidenza del costo del trasporto su questi prodotti è molto alta e quindi è necessario avere aziende in vari paesi per rifornire direttamente da lì le aziende locali. Da qui invece serviamo tutta l’Europa». Mariplast oggi produce 15 milioni di rocche, 30 milioni considerando anche le sedi estere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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