Il Tirreno

Prato

«I sogni si realizzano: guardate me»

di Alessandro Pattume
«I sogni si realizzano: guardate me»

Da ex dipendente è riuscito a mettere in piedi un’ azienda di intermediazione per il trasporto merci

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PRATO. C'è chi se ne va all'estero in cerca di soddisfazioni adeguate alla propria preparazione e chi invece resta a Prato e a Prato decide d'investire, convinto che sia ancora un luogo dove poter realizzare i propri sogni. Così è successo a Luca Vannucchi, trentatreenne titolare dell'"Europa Express" di via Confini, azienda che dal 2010 si occupa di intermediazioni per il trasporto e che proprio all'inizio di quest'anno ha varato un piano d'espansione che prevede investimenti, assunzioni e anche una nuova filiale milanese. Una storia, la sua, che ruota intorno a tre concetti: l'amore per il proprio lavoro, il coraggio di rincorrere il sogno di mettersi in proprio e l'ambizione di farlo in modo vincente. Con un pizzico di fantasia e un occhio alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Mentre a Prato le aziende chiudevano, lei si è licenziato per mettersi in proprio. Fa parte di un piccolo club di coraggiosi. «Ho sempre voluto fare l'imprenditore e quando mi sono sentito pronto non ho pensato a nient'altro che a provarci. Per quasi quindici anni ho lavorato in grandi aziende di spedizioni occupandomi di molte cose, dal magazzino dei tempi immediatamente successivi al diploma di ragioneria fino al commerciale. Quello dei trasporti è il mio settore, credo di conoscerlo bene. Quando mi sono messo in proprio qualche amico mi ha chiamato lo stesso coraggioso, io dico che basta crederci. E andare fino in fondo, grazie anche all'aiuto e al sostegno delle persone che hai accanto, che nel mio caso sono la mia famiglia e soprattutto mia moglie Martina Vannacci».


Una piccola azienda che si occupa di intermediazioni per il trasporto. Che significa?
 

«Semplificando al massimo significa che siamo una ditta di spedizioni come le altre ma senza un nostro parco camion. Non abbiamo mezzi nostri: facciamo appunto da intermediari tra chi vuol spedire la merce e chi poi la trasporta davvero. Questo ci permette di essere flessibili e soprattutto di esaudire le richieste di qualsiasi tipo di cliente, dalla grande azienda al privato cittadino. Le cose, per fortuna, stanno andando bene. All'inizio dell'anno il nostro organico è salito da cinque a sette persone e da via Bologna ci siamo spostati in via Confini in un ufficio con un magazzino molto più grande».


La domanda forse apparirà un po' stupida. Un'azienda come l'Europa Express cosa spedisce da Prato in giro per il mondo?
 

«Qualsiasi cosa. Dalle piante ai mobili fino ad arrivare, per esempio, al pacco che una famiglia vuole recapitare in Spagna, dove il proprio figlio sta facendo l'Erasmus. Dall'Italia in tutta Europa e dall'Europa in tutto il mondo. Non ci sono limiti, è il bello di questo mestiere. E proprio per questo stiamo per lanciare un servizio ancora più puntuale riservato ai privati. Si potrà inviare un pacco da casa propria riempiendo in due minuti un modulo sul nostro sito internet e poi seguirne gli spostamenti in tempo reale. Vedere quando il pacco lascia la Toscana, per esempio, seguirlo in giro per l'Europa o per il mondo fino a destinazione. In Italia ci sono 58 milioni di persone e per noi potrebbero rappresentare altrettanti clienti».


Però vendete anche portapacchi per auto. Qualcosa che non c'entra niente.
 

«Invece è tutto collegato, anche se è stato un caso. Un giorno mi chiama un'azienda per chiedermi un preventivo per il trasporto di questi portapacchi in Italia. Una richiesta normale, vista la natura della mia azienda. Poi mi sono accorto che questi portapacchi avevano più mercato di quello che pensavo. Ho chiesto di occuparmi della vendita in Italia e da lì eccoci qua. Adesso siamo gli unici rivenditori italiani».


Si direbbe "Piccolo è bello”, specialmente con la crisi che c'è in giro.
 

«Per il momento è così e siamo molto soddisfatti. Ovviamente vogliamo crescere, e con la nuova filiale che apriremo a Milano è proprio a questo che puntiamo, però la dimensione familiare ci ha permesso di adeguarci senza troppi problemi alle esigenze del momento, tenendo sempre a mente che in questo lavoro la cosa più importante è la soddisfazione del tuo cliente. Sembra strano, ma a volte ce ne dimentichiamo. L'ho capito facendo il dipendente. La passione e la dedizione non sono cose che possono essere tenute a freno. Adesso ci provo per conto mio, dopo aver imparato tanto da altri, e la soddisfazione maggiore è ricevere offerte da altri imprenditori che vorrebbero entrare in società con te. No, rispondo, per il momento voglio andare avanti da solo».


Le cronache recenti, a proposito d'imprenditori, non riportano però notizie molto incoraggianti.
 

«Anche il settore dei trasporti sta accusando un periodo di grave difficoltà, questo è innegabile. L'import italiano è praticamente azzerato e se non s'importa niente, le ditte di spedizioni faticano e scelgono la cassa integrazione così come fanno tante aziende di altri settori. Però io quando sento che qualcuno fugge o addirittura si uccide perché la propria azienda è in difficoltà oppure è fallita, mi sento male. C'è sempre il modo di guardare avanti e inventarsi qualcosa. C'è sempre speranza nel futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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