Proteste
Vestiti per la Croce Rossa pratese
La donazione dei buddisti del tempio “Pu Hua Si” a Paolo Bini
PRATO. Quando la generosità non ha colore. C'è un posto a Prato dove si raccolgono indumenti usati di cui ha necessità la Croce Rossa Italiana di Prato, per il suo magazzino di via Rossetti. Tutti, italiani e cinesi, possono dare una mano, portando qui i capi dismessi dall'armadio e "riciclati" per vestire chi di comprare un vestito proprio non se lo può permettere.
Non è la sede di un organismo di volontariato, ma il “tempio” dell'associazione dei buddisti cinesi “Pu Hua Si”.
Giovedì pomeriggio un camion della Croce Rossa ha parcheggiato in piazza della Gualchierina per caricare dieci sacchi di capi di vestiario, nuovo e usato, messi a disposizione dai buddisti cinesi. E così molte delle rimanenze di magazzini di pronto moda asiatici, invece di finire nella spazzatura, forniranno un riparo a tante persone indigenti pratesi e toscani. Sì perché il comitato provinciale della Cri italiana gestisce anche il magazzino regionale per le emergenze, l'ultima quella della nave Costa Concordia al Giglio.
«Abbiamo fornito vestiario ai membri dell'equipaggio- spiega la presidente del Cri pratese, Paola Bini - e ora nel magazzino siamo a corto di vestiario. In più qui a Prato gestiamo il magazzino degli indigenti cui si rivolge un migliaio di famiglie, sia italiani e che straniere. Con l'associazione dei buddisti cinesi ormai siamo diventati una grande famiglia. Il 17 aprile prenderà il via inoltre il corso di primo soccorso al quale parteciperanno anche giovani cinesi».
E' Zhou Yimin, per gli amici Antonio e già volontario in Croce Rossa, a gettare un ponte tra le due realtà. E quel camion della Croce passato il 5 aprile tornerà a fare rifornimento di abiti qui, al “tempio” buddista, il 21 aprile.
«Abbiamo un calendario con i giorni fissati del ritiro, due volte al mese - spiega Antonio -. Anche gli italiani possono venire a portare gli abiti usati, tutte le mattine prima di mezzogiorno».
La generosità dei buddisti cinesi si è fatta sentire in altro modo.
E si è tradotta anche in una donazione di denaro per tre giovanissimi scrittori in erba che avevano partecipato al concorso letterario della Provincia e dalla Monash Univercity senza vincere però il premio di mille euro messo in palio dalla giuria composta da Edoardo Nesi e Sandro Veronesi. Ci ha pensato l'associazione buddista a premiare Luigi, Luisa e Roberta Liu, fratello e sorelle di una stessa famiglia che si è cimentata in punta di penna, scrivendo tre racconti in italiano.
«Abbiamo donato 500 euro al padre, sperando che serva da segno d'incoraggiamento per l'apprendimento della lingua italiana anche per altri», racconta Antonio Zhou.
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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