Il Tirreno

Prato

Grano e ravanelli nell’orto della scuola

di Alessandro Pattume
Grano e ravanelli nell’orto della scuola

Progetto pilota alla Morecci: appezzamenti coltivati dai bambini e lezioni di agricoltura inserite nel curriculum scolastico

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Sei diversi tipi di grano crescono accanto ai ravanelli e alle fave che sono riusciti a sopravvivere alla neve di febbraio. Poco lontano, la menta, il rosmarino e gli altri aromi crescono in ciuffi ben curati a poca distanza l'uno dall'altro.

E' l'orto didattico della scuola elementare di Morecci, un progetto pilota finanziato dalla Regione (13mila euro in due anni) che coinvolge le 15 classi dell'istituto, più la scuola per l'infanzia, l'Auser di Montemurlo e l'associazione "Via del Campo" di Prato. Un orto dove i bambini imparano a conoscere i semi, le piante e i loro frutti con l'aiuto degli insegnanti e con la supervisione di alcuni pensionati montemurlesi. E quello che cresce, siano zucchine, fave o ravanelli, i bambini le mangiano in classe, i nonni li portano a casa.

«Si chiama educazione alimentare attiva e punta a far capire ai bambini non solo cosa mangiano ma anche da dove viene e quanta fatica ci vuole per far crescere quello che mangiano - spiega l'assessore alla pubblica istruzione Rossella De Masi - Sono anni che l'educazione alimentare viene insegnata, ma questa è la prima volta che la materia viene inserita nel curriculum scolastico e soprattutto che si avvale di un orto strutturato in tutte le sue parti». Curato nei minimi dettagli, il terreno su cui adesso sorge l'orto è stato strappato ai rovi e alle erbacce lo scorso anno. Adesso si cominciano a vedere i primi frutti.

«Insieme ad alcune classi abbiamo appena piantato fagioli e fagiolini - spiega Romina Rosadoni dell'associazione "Via del Campo" - Per ogni seme piantato i bambini creano un cartellino che ne riporta il nome e la data di semina, in modo che ne possano seguire la crescita giorno dopo giorno». «Intorno all'orto ruotano anche molte attività che vengono svolte in classe - spiega Lucia Lavagni, una delle insegnanti dell'istituto - In questo modo i bambini imparano ad avere rispetto di quello che mangiano e della natura in generale. Perchè ci vuole pazienza e attenzione per far crescere qualcosa, e non è detto che ad ogni seme corrisponda un frutto».

I bambini, dal canto loro, sembrano andarne veramente pazzi. Lo scorso anno, quando nell'orto non c'erano altro che aromi, hanno preparato un quaderno con i giochi sensoriali e anche dei particolari sali da bagno chiamate "bombe frizzanti alla menta". Quest'anno preparano invece, sulla falsariga del gioco dell'oca, il gioco dell'orto. Hanno gli occhi spalancati sulle meraviglie della natura e mentre ti indicano come il loro albero abbia letteralmente mangiato la rete metallica della recinzione, ti spiegano il loro rappporto particolare con l'orto.

«Abbiamo imparato tante cose e quando veniamo in giardino alcuni di noi giocano, altri invece annaffiano le piante oppure tolgono le erbacce - raccontano gli alunni della seconda A e B e quelli della 3 B - L'anno scorso invece abbiamo avuto un incidente. I giardinieri sono venuti e hanno tagliato tutto il grano cresciuto nel frattempo. Allora abbiamo fatto mettere la recinzione e appeso un cartello». Sul cartello c'è scritto "Vietato tagliare".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web