Proteste
Nessuno si presenta all’asta per le case di via Catro a Seano
La ditta costruttrice è fallita 5 anni fa e gli appartamenti sono quasi tutti occupati da chi ha già in parte pagato
CARMIGNANO. E' andata deserta l'asta per gli otto appartamenti di via Catro a Seano, in vendita dopo il fallimento dell'azienda di Campi Bisenzio che li aveva realizzati cinque anni fa. E neppure per un nono appartamento in via Baccheretana, di proprietà della medesima ditta, c'è stata alcuna offerta. Sette appartamenti occupati, un paio liberi. Sembrava un'affare sulla carta: tra il probabile valore di mercato e la base d'asta in qualche caso si potevano risparmiare anche 50 mila euro. Ma nessuno ieri si è presentato: neppure chi, in quelle case, ci abita dal 2009 ed aveva anticipato qualche decina di migliaia di euro, senza poi, per un motivo o un altro, mai firmare il contratto definitivo. Forse proprio il fatto che le case fossero occupate è stato il primo deterrente. O magari è solo l'ultima conseguenza della crisi, dei mutui difficili da avere e dei soldi che scarseggiano. I beffati dal destino, ovvero chi abita nelle case, può tirare un sospiro di sollievo. Di meno i creditori del fallimento, che dall'asta speravano magari di recuperare qualcosa. Tra i condomini del gruppo di casette gialle nella tranquilla via di Seano solo una famiglia a dire il vero ha completamente pagato il prezzo dell'appartamento. Moralmente sono quelli che possono davvero vantare un diritto sulla casa dove abitano da tre anni. Giuridicamente purtroppo, però, non vale niente: perchè un contratto non è mai stato firmato. Altri hanno versato 'solo' qualche decina di migliaia di euro: il deposito previsto dal preliminare. Ma anche in questo caso non c'è contratto e il tribunale di Firenze non ha potuto far altro che mettere le case all'asta. «Per almeno un paio di volte gli acquirenti non si sono presentati dal notaio» aveva precisato un mese fa il figlio del costruttore, che insieme ai genitori occupa un paio di appartamenti dell'immobile in via Catro. Un po' diversa era la versione degli acquirenti: nessuno, avevano replicato, si è voluto approfittare delle difficoltà dell'azienda. Difficile capire cosa succederà ora. Probabilmente ci sarà una seconda asta, magari con una base più bassa. Per i nove appartamenti, che spaziano da 35 a 100 metri quadri, erano stati chiesti da 115 mila a 177 mila euro e qualche altro migliaio per i posti auto. Tra i creditori della ditta, assieme ad artigiani e prestatori d'opera, ci sarebbe anche il Comune.
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