Proteste
Una scuola ad hoc per tecnici della moda
E’ il progetto di Pratofutura per preparare le figure richieste: responsabili di prodotto, degli acquisti e modelliste
PRATO. Campionaristi o responsabili di qualità, responsabili degli acquisti, modellisti e responsabili dei prodotti. Quattro figure professionali ormai in via di estinzione a Prato oppure mai formate in base alle esigenze che hanno le aziende oggi in un mondo globalizzato dove si acquista i prodotti in ogni angolo del mondo. Quattro figure che potranno essere formate solo attraverso un percorso scolastico di specializzazione e in stretto contatto con le aziende del territorio. E’ questo il progetto che l’associazione Pratofutura ha messo a punto, partendo da un’idea della Beste, e collaborando con il Pin di Prato.
Un progetto articolato che sarà presentato mercoledì 11, alle 18,30 al Conservatorio di San Niccolò. “Modalab”, questo è il nome del progetto sarà presentato dalla presidente di Pratofutura Fabia Romagnoli e da Giovanni Santi della Beste con la partecipazione dello stilistaSergio Zambon, del product manager di Trussardi Riccardo Bullio, dall’imprenditore e docente del politecnico di Milano nonché stilista di Stone Island Carlo Rivetti.
«La scuola di Modalab - spiega Fabia Romagnoli di Pratofutura con la direttrice Daniela Toccafondi - servirebbe a fornire profili tecnici per le aziende di abbigliamento. La modellista è di fatto quella figura che riesce a tradurre concretamente l’idea dello stilista rendendo possibile la realizzazione di un abito e fa da raccordo tra l’ufficio stile e la produzione».
Sono figure presenti a Prato ma che in media sono avanti con l’età: per un lungo periodo infatti i giovani non hanno voluto seguire questo percorso e oggi di giovani che sanno fare questo lavoro, indispensabile, per le aziende che vogliono produrre abiti ce ne sono pochissimi.
«Per quanto riguarda invece il responsabile degli acquisti - continua Romagnoli - è necessario avere persone che parlano molto bene le lingue e che sono in grado di acquistare quello che serve a un’azienda in tutto il mondo. Persone che conoscono bene i prodotti, le materie prime, gli accessori e che sappiano muoversi nel mondo degli acquisti. Poi ci sono le altrettanto importanti figure del responsabile di qualità e del responsabile del prodotto. Si tratta di figure tecniche e non di stilisti di cui c’è bisogno di in numero limitato e per la cui formazione ci sono molte scuole».
Scuola appunto. Ma di che tipo? Dove?
In base al progetto di Pratofutura la scuola dovrebbe essere di tre anni: un primo anno di teoria con lo studio dell’inglese, anche dal punto di vista dei termini tecnici, intensivo, il secondo e il terzo invece sarebbero veri e propri laboratori dove le aziende potrebbero rivolgersi per mettere a punto propri progetti o addirittura per lanciare le prime collezioni in modo da capire quali sono le figure necessarie e se hanno la possibilità per esempio per passare dal tessile all’abbigliamento. «Il luogo per realizzare la scuola - conclude Fabia Romagnoli - per noi non può che essere Prato. Intanto perché siamo conosciuti per un distretto creativo e innovativo ma poi anche perché è l’unico luogo rimasto in Italia dove si trova tutto quello che è necessario per un progetto di questo tipo: dagli insegnanti, ovviamente coinvolgendo anche Firenze, dagli imprenditori ai lavoratori specializzati fino a una filiera di fornitura di ogni prodotto».
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