Finanza
Prima rata Imu, ecco tutti i conti
I Comuni dovranno applicare le aliquote standard. Super stangata per gli immobili produttivi
PRATO. Alla fine il “grande caos Imu” ci ha pensato il governo Monti a risolverlo. Con l’accetta.
Imu prima rata. La prima rata della nuova salatissima imposta sulla casa (ex Ici), che scadrà il 16 giugno prossimo, si pagherà applicando le aliquote standard indicate appunto dal governo, pari al 4 per mille sulle prime case e il 7,6 per mille su tutti il resto degli immobili: secondo, terze case, case affittate, edifici industriali, artigianali, commerciali, case inagibili, garage e cantine di pertinenza non dell’abitazione principale. Identiche anche le detrazioni sulla prima casa: 200 euro e 50 euro per ogni figlio a carico. Una semplificazione, solo apparente, per i Comuni che ancora non avevano deciso le aliquote da applicare (il 96% del totale, per quelli, come Firenze, che le nuove aliquote le avevano già deliberate, si parla di “congelamento”).
Caos bilanci . Una complicazione invece per i bilanci previsionali, da chiudere entro il 30 giugno, che dovranno marciare almeno fino al prossimo dicembre a suon di variazioni in corso d’opera: la posta nelle entrate relativa all’Imu, rispecchierà la tariffe standard, ma tra luglio e settembre - dopo la verifica dello Stato sugli incassi sulla prima rata - sarà il governo a decidere se dare mano libera ai Comuni per aumentare o diminuire le aliquote. Sicuramente lo Stato dovrà avere la garanzia di incassare 21 miliardi di euro dall’imposta sulla casa. Come, si vedrà.
Una gestione delle finanze pubbliche che convince poco l’assessore al Bilancio del Comune Adriano Ballerini. «Sarebbe sicuramente stato preferibile avere indicazioni e interpretazioni in tempi un po’ più celeri per riuscire ad avere la possibilità di calibrare l’imposta».
I numeri del salasso. Sia come sia, quello che dovranno sborsare le famiglie pratesi è già stato calcolato da Sori, presidente Giovanni Luchetti, che nella fase delle simulazioni, conclusa nel gennaio scorso, ha applicato le aliquote standard a tutti i tipi di immobili. Quindi i conti fatti qualche mese fa (che riportiamo nelle tabella pubblicata qui a fianco) risultano decisamente utili oggi. A partire dal totale: 73 milioni di Imu rispetto ai 32 di Ici.
I numeri . Una casa piccola da 40 a 55 metri, prima abitazione, grazie alle detrazioni non pagherà nulla di Imu come non pagava nulla di Ici. Ma è l’unico caso: tutte le altre tipologie di immobili l’Imu la pagheranno. Da un minimo di 126 euro per una prima casa di tipo economico fino a una prima abitazione di tipo signorile che al netto delle detrazioni costerà 1.413euro. La stangata vera riguarderà però tutti gli immobili destinati alle attività sia commerciali sia produttive con aumenti vertiginosi: l’Imu su un negozio medio (85 metri quadrati) raddoppierà, passando dai 346,88 euro di Ici ai 687,84 euro di Imu; un ufficio medio (100 metri quadrati) passerà dai 407, 60 euro di Ici ai 975,93 di Imu; un laboratorio artigianale medio (189 metri quadrati) dai 482,94 euro di Ici agli 828, 78 euro di Imu.
Stangata senza fine. Perché la seconda rata di dicembre rischierà di essere molto più pesante della prima: dopo la possibile revisione delle aliquote e con il conguaglio rispettoalla prima rata.(c.o.)
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