Il Tirreno

Prato

Più tutelate le avvocatesse madri

di Barbara Burzi
Più tutelate le avvocatesse madri

Accordo sottoscritto dal tribunale: gravidanza e allattamento influiranno sul calendario delle cause

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PRATO. Far conciliare i tempi di lavoro con quelli della famiglia è sempre più difficile, specie per le donne, ancor di più, se libere professioniste. Non sarà più così per le avvocatesse del foro pratese, che d'ora in poi potranno fa riconoscere il legittimo impedimento per maternità e stato di gravidanza nel corso dei processi. La novità è contenuta nel protocollo, il primo in Toscana, firmato dal Tribunale di Prato e dalla consigliera di parità della Provincia di Prato Micaela Venturi, che l'ha promosso, in accordo con l'Ordine degli avvocati e i Comitati per le pari opportunità. L'intesa prevede che le legali incinte possano chiedere di anticipare o posticipare le cause di cui sono titolari rispetto al calendario previsto per esigenze personali legate allo stato di gravidanza o di allattamento.

«Si tratta di trasformare queste buone pratiche in prassi», ha affermato con soddisfazione il presidente del Tribunale Antonio Francesco Genovese in occasione della conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta ieri nella sua stanza. «Si tratta di un documento importante a cui lavoravamo da tempo che introduce per la libera professione alcune tutele che le lavoratrici del settore privato già hanno - ha aggiunto Venturi - Il nostro compito d'ora in poi sarà quello di diffondere il protocollo e di vigilare sulla sua corretta applicazione».

L'accordo si colloca all'interno di un percorso che mira all'adeguamento di diritti tra lavoratrici subordinate e libere professioniste. E' in questa logica che anche il Comitato per le pari opportunità presso il consiglio dell'Ordine ha agito: «Il Comitato si è insediato da pochissimo tempo e grazie alla disponibilità di molti, in particolare quella del presidente Genovese, abbiamo raggiunto un importante risultato - ha detto la presidente Debora Bandoni - adesso, il lavoro prosegue in questa direzione con l'obiettivo di garantire alle donne che svolgono la professione forense maggiore compatibilità fra i tempi di lavoro e quelli della famiglia nei compiti che attengono al ruolo di madre».

In risposta a quanti hanno sollevato preoccupazioni relative alle conseguenze che potrebbero subire i tempi della giustizia in seguito a questa innovazione, Genovese ha sottolineato il valore aggiunto apportato alla società dall'accordo. «Non escludo che in futuro - ha affermato - in vista delle riforme preannunciate dal Governo, anche la paternità maschile possa rappresentare oggetto di un nostro intervento».

La collaborazione con il Consiglio dell'Ordine si concretizzerà con iniziative volte a promuovere una maggiore consapevolezza sulle discriminazioni di genere e sulla normativa in materia di apri opportunità. A questo proposito, è in programma a Prato per il 4 maggio un convegno su "Essere donna nelle professioni giuridiche". Il giorno prima, invece, nel palazzo degli Alberti, sede storica dell'ex Cariprato, si terrà l'appuntamento sulla mediazione nelle liti civili e commerciali, che vedrà protagonisti di una simulazione l'imprenditore Riccardo Marini e il direttore della Banca popolare di Vicenza Franco Tonato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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