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Auto della Sasch all’asta e presto in vendita i vestiti

Auto della Sasch all’asta e presto in vendita i vestiti

PRATO. All’inizio di via Einstein si è accampato un gruppo, numeroso, di nomadi. Sulla rete di recinzione ci sono appesi i lenzuoli ad asciugare. Sembra il the end di un film sul declino della Sasch....

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PRATO. All’inizio di via Einstein si è accampato un gruppo, numeroso, di nomadi. Sulla rete di recinzione ci sono appesi i lenzuoli ad asciugare. Sembra il the end di un film sul declino della Sasch. Pochi metri più in là, infatti, quello che era il quartier generale di uno dei fiori all’occhiello dell’industria dell’abbigliamento italiana, sta marcendo pezzo dopo pezzo come se una malattia si stesse mangiando anche l’involucro. Il cancello, le recinzioni, i pannelli dell’azienda Sasch di Capalle sono consumati dalla ruggine.

Ogni mattina la Finanza apre i cancelli e controlla, controlla, controlla tutto quello che è rimasto nell’azienda. Intanto le auto, ritirate ai dipendenti, sono state parcheggiate nel piazzale: si tratta di auto immatricolate tra il 2004 e il 2005 prima che cominciassero le difficoltà vere della società di cui il sindaco di Prato Roberto Cenni è il socio di riferimento. Sono Peugeot e Ford. Due 307, una Mondeo. I loro dati si possono leggere sul bollettino delle aste giudiziarie dell’Isveg, pubblicato ieri. Cominciano le aste su un dei più importanti fallimenti del distretto. Chi volesse vedere le auto può recarsi alla Sasch, in via Einstein 26, venerdì 13 alle 15,30.

E’ però solo l’inizio. In quegli stessi spazi una manciata di dipendenti, su incarico del Tribunale e dei curatori, sta organizzando la vendita che dal punto di vista dell’interesse collettivo sarà più interessante: si tratta della vendita, non all’asta ma a pezzo, degli abiti.

Sarà ricreato in magazzino lo scenario che una volta c’era quando era tempo di allestire i negozi. Gli abiti saranno appesi e ognuno munito di cartellino potrà essere acquistato. Vendendo così e non a stock si conta di riuscire a raccogliere più soldi da ripartire tra i creditori.(i.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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