Attenzione
«Viadotto scelta tecnica» Bernocchi tira diritto
L’assessore alle Grandi opere ha ascoltato il Comitato per la riqualificazione del Soccorso nella seduta congiunta delle commissioni consiliare 3 e 4
PRATO. Ascoltare, va detto, ha ascoltato. L’assessore alle Grandi opere Filippo Bernocchi ieri pomeriggio ha partecipato alla seduta congiunta delle commissioni consiliari 3 e 4 convocata per l’audizione dei cittadini del Soccorso che hanno raccolto una petizione in favore dell’interramento del tratto di Declassata fra via Marx e via Nenni. L’assessore ha ascoltato e anche risposto ai vari quesiti, ma il timone resta indirizzato verso un’unica rotta: la costruzione di un viadotto. Qualche leggerissima apertura ad un possibile ripensamento, legato molto alla volontà del sindaco, in verità c’è stata, ma è apparsa più dettata dalla situazione contingente che da una vera disponibilità a ritornare indietro sui propri passi, come il portavoce del Comitato per la riqualificazione del Soccorso, insieme ai consiglieri del Pd e dell’Idv, hanno auspicato.
Le ragioni del no al viadotto, progetto che ha ricevuto di recente la benedizione della società Iride, chiamata dalla giunta comunale a pronunciarsi su quale fosse la soluzione col minor impatto ambientale possibile, sono state esposte con accenti risoluti e argomentazioni solide dal presidente Bonanni. Queste in estrema sintesi: il viadotto non risolverebbe l’attuale cesura che spacca la città. L’inquinamento acustico e atmosferico sarebbe maggiore. Sotto il viadotto, lungo 400 metri e largo 20 metri, si creerebbe “un non luogo” destinato ad essere ricettacolo di delinquenti e comunque di degrado in genere.
Bonanni ha fatto emergere anche alcune contraddizioni a partire dall’iniziale pronunciamento a favore dell’interramento (presente nella variante al piano strutturale approvata nel giugno 2011) per finire ai costi stranamente lievitati a favore del viadotto. Un anno fa si parlava di 24 milioni per il viadotto e di 25 per l’interramento, oggi quest’ultimo è salito a 32 milioni. Contestato anche l’eccessivo peso da ad alcuni ostacoli tecnici (spostamenti di sottoservizi o falda idrica). Argomentazioni riprese nella sostanza dai consiglieri Carlesi, Biffoni, Vannucci, Calussi, Oliva del Pd o da Donzella (Idv). Sempre Bonanni ha comunque auspicato che gli extraoneri per le nuove urbanizzazioni già previste possano avere una ricaduta positiva per il problematico quartiere del Soccorso.
L’assessore Bernocchi, che al termine del confronto ha portato in giunta la delibera di presa atto dello studio Iride, ha riassunto la filosofia che sta dietro alla volontà di risolvere il “tappo” del Soccorso attraverso la costruzione di un viadotto in maniera abbastanza chiara. «La città ci chiedeva di dare risposta nel minor tempo possibile ad un problema irrisolto da decenni - ha spiegato - abbiamo saputo cogliere al volo l’opportunità fornita dalla Legge obiettivo che metteva a disposizione dei fondi. Il governo si è dimostrato disponibile stanziando 16 milioni di euro, a fronte di zero euro della Regione Toscana. Il viadotto, ribadisco, è una scelta tecnica non politica. Ad optare per questo progetto è lo studio Iride che ha preso in esame otto soluzioni ed ha indicato nel viadotto quella con minor impatto ambientale. E questo su precisi modelli matematici».
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