Il dolore
Scoperta la truffa delle fustelle
Farmacista si faceva rimborsare le confezioni non vendute. Maxi-sequestro di medicinali cinesi
PRATO. Per guadagnare due volte sullo stesso medicinale, il farmacista deve staccare la fustella, cioè il cartellino identificativo del prodotto, incollarlo sulla ricetta e chiedere il rimborso allo Stato. E poi rivendere lo stesso farmaco, senza ricetta o con una ricetta fasulla, a un altro cliente.
Il sistema, secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo anti-sofisticazione, era usato fino a qualche giorno fa dal titolare di una farmacia della Vallata (i carabinieri non hanno specificato se sia di Vaiano, Vernio o Cantagallo), che è stato denunciato per truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale e commercio di farmaci scaduti.
L’operazione è stata illustrata ieri dal capitano Fedele Verzola, comandante del Nas di Firenze, che ha raccolto alcune segnalazioni e le ha sviluppate, arrivando alla farmacia della Vallata.
Quella delle truffe sui farmaci ai danni del Sistema sanitario nazionale è una pratica abbastanza diffusa, che è stata anche oggetto di recenti servizi delle “Iene” su Italia 1. «Per loro è più facile, con le telecamere nascoste - ha commentato il capitano Verzola - Noi invece dobbiamo muoverci in divisa, e i miei uomini sono stati bravi a trovare le prove prima che qualcuno le facesse sparire».
Nella farmacia perquisita sono state trovate alcune decine di confezioni di farmaci di classe A (quelli per le malattie croniche, a totale carico del Servizio sanitario) a cui era stata staccata la fustella. Il farmacista non li aveva ancora venduti, ma aveva già richiesto al Servizio farmaceutico regionale il rimborso per i farmaci. Altre 15 confezioni di medicinali sono risultate scadute. Complessivamente sono stati sequestrati farmaci per un valore di 2.000 euro.
Molto più alto, 17.000 euro, il valore dei medicinali di produzione cinese che i carabinieri del Nas hanno sequestrato a Prato, in arrivo dal Belgio. E’ stata una segnalazione della dogana belga a mettere i carabinieri in allerta riguardo a un paio di spedizioni fatte da un corriere internazionale e destinate ad altrettanti cinesi residenti a Prato. I militari hanno intercettato tre scatoloni contenenti complessivamente 1.600 confezioni di farmaci, la cui importazione è illegale. Si tratta di anti-infiammatori, antidolorifici, farmaci pediatrici ma anche del cosiddetto Viagra cinese). La caratteristica comune è che costano molto meno di quelli occidentali, e oltre all’importazione illegale, i carabinieri hanno contestato ai destinatari dei medicinali il fatto che tutte le indicazioni fossero esclusivamente in cinese, una cosa vietata dalla legge italiana. In realtà i medicinali sono destinati a pazienti che sono ben contenti di trovare le indicazioni in cinese, perché se acquistano i medicinali prodotti in Occidente spesso non capiscono né l’italiano né l’inglese e rischiano di sbagliare le dosi, com’è già accaduto in passato anche a Prato.
Il motivo principale per cui vengono importati questi medicinali però è un altro ed è molto semplice: costano molto meno di quelli che si trovano in commercio nei canali legali. (p.n.)
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