Il Tirreno

Prato

Piazzale con baracche e animali nel cuore verde del Monteferrato

di Alessandro Pattume
Piazzale con baracche e animali nel cuore verde del Monteferrato

Imprenditore pratese accusato di abuso edilizio dopo un intervento di vigili urbani e provinciali Tre ettari di terreno posti sotto sequestro dal tribunale con obbligo di ripristino

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MONTEMURLO. Aveva appena finito di spianare un bel tratto di terreno per farne un piazzale, e per renderlo ancora più stabile l'aveva disseminato di calcinacci e terra di scavo. Altrove sarebbe potuto sembrare un intervento normale, ma non nell'area protetta del Monteferrato, dove invece l'hanno trovato la polizia provinciale, l'Arpat e i vigili urbani di Montemurlo. Il risultato è stato che i tre ettari di terreno appartenenti ad un imprenditore edile di Prato sono stati posti sotto sequestro su decreto del Tribunale di Prato, mentre all'imprenditore sono stati contestati i reati di abuso edilizio e di gestione illecita di rifiuti, aggravati dalla vicinanza con un corso d'acqua, in questo caso il torrente Agna.

«Sono molto soddisfatto - commenta il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini - Il nostro è un impegno costante in difesa del nostro territorio e della nostra parte di area protetta e questo intervento ne è la riprova. Per questo ringrazio la polizia provinciale che ha coordinato le indagini, l'Arpat e anche i nostri vigili urbani. Quella sopra la Gualchiera - conclude - E' una delle zona più belle e delicate dell'area protetta del Monteferrato».

L'imprenditore pratese, che sarà comunque costretto a demolire tutto e a riportare il terreno alle sue condizioni originarie, aveva fatto dei tre ettari di terreno una specie di oasi-deposito, per sé e per i suoi animali. Animali di tutti i tipi, dai cavalli alle capre fino ad arrivare ai polli, vi trovavano posto insieme alle relative baracche. Non solo. Accanto alle baracche degli animali erano accatastati materiali da costruzione come lamiere e mattoni, ma anche rifiuti veri e propri, derivanti sempre dall'attività edile, come i calcinacci e la terra utilizzati per costruire il piazzale. Il risultato, come si vede nella foto, è uno sfregio imponente all'unicità paesaggistica dell'area protetta. Che per fortuna adesso tornerà alla normalità.

L'area protetta del Monteferrato non è nuova purtroppo a cose del genere. Non solo le discariche che di tanto intanto vengono individuate dalla municipale oppure segnalate dai cittadini, come quella che lo scorso settembre venne trovata a Boscofondo, poco lontano dal terreno posto sotto sequestro ieri, e per la cui bonifica il Comune fu costretto a sborsare 10mila euro. Nel luglio dello scorso anno venne invece individuato e bloccato, all'interno dell'area protetta, un vero e proprio cantiere abusivo, protetto addirittura da una recinzione metallica, con cui si portavano avanti lavori di terrazzamento utilizzando blocchi di cemento poco lontano dal torrente Bagnolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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