Finanza
Ospedale, Rossi convoca il sindaco Cenni
Tempi contingentati per valorizzare l’area. Cravedi: «Igiene mentale nella palazzina degli infettivi»
PRATO. Tempi contingentati dalla nuova legge regionale sull’alienazione degli immobili pubblici, per definire come mettere a frutto l’area del Misericordia e Dolce.
A norma di legge il primo adempimento per avviare le varianti urbanistiche necessarie alla valorizzazione dell’area, è praticamente già scaduto: il 9 aprile, data nella quale il Comune avrebbe dovuto avviare, appunto, il procedimento di variante. Che ancora però non c’è. E infatti il presidente della giunta regionale Enrico Rossi ha già scritto una prima lettera al sindaco Roberto Cenni nella quale lo avverte che a breve verrà convocato un incontro per affrontare la questione. Quando ancora non si sa. Da lì, da quale vertice in Regione, passerà il futuro di un’area di 120mila metri cubi, forse la prima grande dell’intera città.
Il Comune di Prato all’appuntamento si presenterà con le previsioni contenute nel nuovo piano strutturale in via di elaborazione dalle quali emerge che i volumi riutilizzabili sono molti meno rispetto agli attuali per i tanti vincoli sull’area e con l’idea - «poco più di un a suggestione» spiega l’assessore all’urbanistica Gianni Cenni - di come potrebbe essere trasformata.
Un “disegno” che prevede due stecche di case basse dove ora ci sono gli edifici bianchi dell’ospedale, davanti un’ area verde, sotto parcheggi interrati, il collegamento pedonale con il centro storico e piazza del Collegio. Se l’idea del Comune piacerà alla Regione non è detto sapere.
Si sa però e con certezza che quell’area, una volta valorizzata, dovrà valere una quarantina di milioni - forse qualcosa in meno - quelli previsti dall’accordo di programma firmato dalla scorsa giunta Romagnoli con la Regione e l’Asl e che la giunta attuale ha di fatto archiviato.
L’Asl sulle destinazioni future alza le mani: «Attendiamo - dice Bruno Cravedi, direttore generale Asl 4 - le decisioni di Comune e Regione». Ma con la previsione di abbattere almeno in parte i due edifici. Idee chiare invece su ciò che dovrà restare dell’area del Misericordia e Dolce: la palazzine degli infettivi che una volta entrato in uso il nuovo ospedale diventerà la struttura per le cure intermedie (dopo l’ospedalizzazione ma prima del ritorno a casa)con due blocchi da 12 posti letto ciascuno e la palazzina di Medicina dove nascerà il centro di salute mentale - infantile e per adulti riunificato - e con uno spazio dedicato a una comunità terapeutica con 12 posti letto. Nel complesso anche spazi per la formazione.
Cristina Orsini
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