Il Tirreno

Prato

Chiude la palestra in 500 a bocca asciutta

di Maria Lardara
Chiude la palestra in 500 a bocca asciutta

Solo un foglietto al vetro per invitare i clienti a rivolgersi ad un’altra struttura Partite le denunce di chi aveva già pagato. E c’è chi è rimasto senza lavoro

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PRATO. Se fosse successo il giorno prima, forse qualcuno avrebbe creduto nel proverbiale pesce d'aprile. E invece l'amara verità con cui lunedì si sono scontrati i circa 500 abbonati della palestra "Freeline" è contenuta in un cartello affisso sulla vetrata della struttura di via Franchi, a due passi da piazza Ciardi. Poche parole - "Ci scusiamo per l'inconveniente" - per liquidare i clienti e invitarli a rivolgersi a due altre palestre cittadine (la Body Planet e l'Universo) per smaltire gli eventuali abbonamenti in corso.

E così sono rimasti a bocca asciutta i tanti pratesi che lunedì scorso si sono affacciati qui per la consueta lezione di pilates o yoga, oppure per scaldare i muscoli e rimettersi in forma in vista della bella stagione. E che, come per ogni formula di abbonamento che si rispetti, avevano già anticipato il denaro alla palestra per poter frequentare corsi e sala attrezzi. Nulla del resto faceva presagire che quella piccola palestra di 2.500 metri quadri di superficie dove si spaziava dai corsi di fitboxe alla danza, a portata di mano per molti residenti in centro storico avrebbe tirato giù il bandone da un giorno all'altro. E così è stato.

Pistoiese d'adozione, il titolare della società "Freeline" srl, Salvatore Scicchitano, ha fatto perdere ogni traccia, negandosi anche agli istruttori che collaboravano con lui e che da un giorno all'altro si sono ritrovati disoccupati. E' sposato con una ginecologa di origine romena che prestava consulenza in dietologia all'interno della palestra stessa.

Avanti con la denuncia

Un fiume di gente s'è riversato tra lunedì e ieri davanti al centro fitness di via Franchi per capire come evolveva la situazione. Persone che esigono ora la restituzione dei soldi e che certo non si accontentano di quel misero foglietto attaccato all'ingresso. «Li denunceremo alla Finanza, non possono farla franca così», promette Stefania Stefanin che si ritiene tra gli abbonati più fortunati solo perché le mancavano pochi mesi alla scadenza del pacchetto annuale. «Ma c'è gente - racconta - che venerdì scorso ha sottoscritto nuovi abbonamenti».

Qualcuno ha bussato già alla Federconsumatori per chiedere il risarcimento dei danni. Nessuno, del resto, ha sentito puzza di bruciato prima di sabato scorso, ultimo giorno di apertura della palestra. Come Francesco Fantauzzi e la sua compagna che a luglio avrebbero terminato l'abbonamento. «Poche settimane fa erano arrivati addirittura i macchinari nuovi: ho pensato che gli affari girassero visti gli ultimi investimenti. Mi sono reso conto della fregatura - afferma Francesco - quando ho letto il cartello».

Pagati e… disoccupati

C'è un'altra faccia della medaglia in questa triste vicenda della palestra chiusa senza preavviso. Ed è che lunedì scorso una decina di istruttori si è trovata senza lavoro. Soprattutto Umberto Salerno, trainer della sala pesi che con quella palestra collaborava da diversi anni. E lì ci svernava ogni sabato e… ogni agosto (rimaneva sempre aperta d'estate).

«Sono ancora scioccato. Con il titolare ho parlato tranquillamente sabato: mi ha pagato il compenso di marzo. La palestra proponeva pacchetti a cifre abbordabili, per questo era molto frequentata». Si racconta tra gli istruttori e i clienti che, nella notte tra sabato e domenica, gli attrezzi siano stati caricati su un furgone. Sembrerebbe la scena di una fuga in perfetto stile del proprietario, insomma.

E per accaparrarsi nuovi clienti, la "Freeline" era entrata anche nel circuito di Groupon, offrendo prezzi scontati per tre mesi per lezioni di pilates, yoga e spinning. In tanti avevano acquistato il coupon e magari dovevano ancora finire di smaltire il pacchetto.

Il mistero del titolare

La palestra "Freeline" ha anche una omonima cugina pistoiese. Si tratta, appunto della "Freeline" di viale Frosini a Pistoia che opera da molti anni ed è oggi in piena attività. Salvatore Scicchitano, lo stesso che molti anni prima aveva un locale vicino Porta San Marco, era uno dei soci fra il 2000 e il 2005, per poi uscirne e mettere in piedi un suo progetto personale a Prato. Evidentemente sfumato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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