Italia
Vivere e lavorare in centro: che inferno
Residenti e commercianti si sentono perseguitati dai controllori dell’Essegiemme e dalla Polizia municipale
PRATO. Vivere in centro storico: croce e delizia. A dire la verità, sembrerebbe più croce leggendo gli argomenti della petizione promossa da un nucleo di residenti dentro le mura, con tanto di firme che ancora si possono raccogliere al bar di via Garibaldi all'angolo con via Tintori (e in altri esercizi del centro).
Ed è lo spauracchio della multa che si agita dietro quel centinaio di firme raccolte in pochi giorni, frutto dell'esasperazione di chi è stanco di farsi portare via l'auto dal carroattrezzi perché ha dimenticato il giorno della pulizia stradale, oppure si ritrova la multa sul tergicristallo non avendo la possibilità di mettere gli spiccioli nel parchimetro dopo le 20. L'elenco delle lamentele contro Essegiemme e Polizia municipale, imputati numero uno di questa petizione popolare, è lungo. E chi più ne ha, più ne metta. Il degrado di piazza Mercatale, nella morsa di spacciatori e prostitute a tutte le ore del giorno è il fulcro della protesta. Ne è animatore Valentino Buffolino, commerciante e residente di via dei Tintori, che confessa ironicamente di «maledire il giorno in cui ha deciso di viaggiare per il mondo, per poi tornare a Prato e scoprire mio malgrado che negli ultimi tre anni vivere in centro è un'impresa impossibile». Sul versante sicurezza, a detta sua, la situazione è peggiorata. «Due anni fa - si legge nella petizione - abbiamo riempito il centro storico di militari pagati per non incutere nessun timore ai malviventi che, subito dopo i primi mesi del servizio di ronda militare, si sono accorti che questi ultimi non opponevano nessuna resistenza a un degrado criminale. Che, invece, è aumentato esponenzialmente». E la polizia municipale? Di multe, da quando ha scelto di vivere in centro, Valentino ne ha collezionate diverse. E mai per sosta vietata o perché l'auto era stata parcheggiata male. Un esempio? «I parchimetri Essegiemme non permettono di pagare la sosta dopo le ore 20 per il giorno seguente perché dopo tale orario vengono spenti, con grossa difficoltà a chi parcheggia di notte dopo le 20 e vorrebbe pagare per lasciare l'auto fino al giorno seguente. Insomma è obbligato a prendere una multa». In pratica, se uno lascia l'auto in piazza Mercatale (lato don Chisciotte, per intendersi) o in via Arcivescovo Martini dopo le 20 non ha più modo di mettere gli spiccioli nella colonnina di Essegiemme per pagare a ore il parcheggio. «Multa assicurata, io stesso ci sono passato quando una volta, pur essendo residente ma non trovando un posto di notte, ho lasciato il veicolo nell'area parcheggio a pagamento di piazza Mercatale. Alle 10 della mattina successiva c'era la multa». Nel mirino anche la stangata per i permessi riservati ai domiciliati (non residenti). Alla petizione aderiranno presto anche molti esercenti di pub e ristoranti del centro (Ozne, pasticceria Fiaschi, Francescaioli e caffè Zero) che si stanno costituendo in comitato - si chiamerà "Comitato del Centro" - perché si sentono abbandonati da questa amministrazione. E sono preoccupati per il nuovo regolamento di polizia urbana che obbliga l'esercente a "vigilare" sui comportamenti dei clienti fuori dal locale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
